Due progetti contro il degrado Il Pirellone finanzia i volontari

Stanziati 1,5 milioni di euro per il settore no-profit. Serviranno a creare servizi per famiglie, disoccupati, giovani e tossicodipendenti nelle zone più disagiate

La Regione Lombardia chiama a raccolta le organizzazioni del volontariato e del Terzo settore perché collaborino ad affrontare la situazione di disadattamento, solitudine, violenza e degrado in alcuni quartieri di Milano e del suo hinterland. È stato infatti approvato dalla giunta, su proposta degli assessori alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli e alla Casa e Opere pubbliche, Gianpietro Borghini, il «Bando per la realizzazione di progetti finalizzati alla promozione della coesione sociale». Il bando è rivolto alle organizzazioni no profit, quelle che già si occupano di lotta alle tossicodipendenze, formazione professionale, assistenza alla maternità, consultori, iniziative culturali, accoglienza agli immigrati, che potranno meglio coordinarsi e mettersi in rete. Sarà così possibile dare una risposta più completa ai bisogni delle persone e creare nuovi servizi, soprattutto quelli che riguardano famiglia, maternità, lavoro, disagio adolescenziale e giovanile e abbandono scolastico. «Vogliamo infatti aiutare concretamente le famiglie - prosegue Abelli - che vivono situazioni di difficoltà, facendo particolare attenzione alla crescita dei figli».
Il bando prevede che la Regione finanzi due macro progetti: uno dovrà essere realizzato in una zona dove è in atto un «contratto di quartiere», l'altro invece in un quartiere a prevalente edilizia residenziale pubblica. Possono far parte del partenariato organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni sindacali, enti ecclesiastici, associazioni di inquilini, famiglie liberamente associate e altri enti no profit, enti locali, scuole, servizi territoriali, Asl e altri enti pubblici. Il territorio su cui si realizzerà la sperimentazione comprende il comune di Milano e alcuni comuni dell'area metropolitana: Bresso, Cesano Boscone, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Corsico, Cusano Milanino e Sesto San Giovanni. I quartieri su cui si interverrà dovranno presentare prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica, diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano, carenza e obsolescenza dei servizi e delle infrastrutture, scarsa coesione sociale e marcato disagio sociale e abitativo. Si stima che in ciascuna delle zone e dei quartieri che verranno presi in considerazione vivano in media 2-3.000 famiglie, pari a circa 10.000 persone.