Due referendum per fermare la moschea

(...) vivendo sul territorio interessato, sente l’umore dei cittadini e sa che il comitato del Lagaccio sta organizzando manifestazioni clamorose. In ballo c’è l’ipotesi di un blocco stradale per ribadire il «no» alla moschea. Ma soprattutto c’è il rischio che l’esasperazione possa portare a qualche eccesso. Esasperazione dovuta - in questo concordano un po’ tutti - soprattutto al modo scelto dal sindaco Marta Vincenzi per compiere il passo decisivo verso la costruzione del tempio islamico.
Il blitz carbonaro l’antivigilia di Natale con cui la giunta ha approvato la convenzione per realizzare la moschea è tutto fuorché un atto che dimostra voglia di democrazia e limpidezza. Soprattutto arriva dopo che, nelle scorse settimane, il Comune aveva lasciato filtrare liberamente un’indiscrezione secondo la quale sarebbe ormai tramontata l’ipotesi del Lagaccio come sede dello stabile. Una balla pura e semplice, che ha trovato la smentita più secca proprio nella delibera del 23 dicembre.
La clamorosa novità non ha comunque tardato a provocare la reazione di chi alla moschea si è sempre opposto. A partire da due componenti del comitato referendario cui avevano dato vita un anno e mezzo fa tre consiglieri regionali. Se il segretario regionale dell’Udc Rosario Monteleone, che in vista delle prossime regionali va ripetendo di voler fare accordi sui «valori», non interviene nei confronti della giunta di centrosinistra, Matteo Rosso e Gianni Plinio, alfieri del Pdl, quasi gongolano. Perché finalmente Marta Vincenzi ha offerto il fianco per l’attacco decisivo. Ora c’è una delibera, un atto di giunta che può essere oggetto di un referendum previsto dal regolamento comunale. Nessuno, a meno di voler seppellire definitivamente anche la parvenza della democrazia, potrà impedire la raccolta firme e l’indizione della consultazione popolare. «Che chiederemo di fare in tutta Genova, su tutto il territorio - fanno sapere Plinio e Rosso -. Non crediamo si tratti di una questione che interessi solo il Lagaccio o Oregina, ma l’intera città. Anche perché non abbiamo paura di un voto anche di quelle zone della città che non sono direttamente interessate da vicino. Noi così intendiamo la democrazia». I due referendari hanno infatti già formalmente chiesto alla segreteria del Comune la consegna della delibera da impugnare.
L’atto approvato in gran segreto l’antivigilia di Natale dovrà comunque passare all’esame del consiglio comunale. E se la maggioranza potrebbe far registrare qualche defezione, l’opposizione si prepara alla battaglia. La capogruppo del Pdl Raffaella Della Bianca è furibonda. «Ancora una volta l'amministrazione comunale ha preferito procedere in maniera furbesca lontano dai buoni propositi di discussione, partecipazione, condivisione - attacca senza mezzi termini - Questo modo di amministrare non solo non è condivisibile ma addirittura ci preoccupa molto. Si ha l'impressione che vi sia un atteggiamento ideologico, da parte di chi governa la città, atto a non scontentare o urtare la sensibilità degli islamici indipendentemente dagli interessi dei cittadini e dai bisogni reali dei nostri quartieri. Peccato che la stessa sensibilità i nostri amministratori non la applichino per la difesa delle nostre tradizioni e identità cristiana, come la difesa del crocefisso, in nome della modernità e della libertà d'espressione». Lilli Lauro invita intanto tutti i cittadini a partecipare il 12 gennaio al primo consiglio comunale per far sentire la loro voce.
Da parte di Sandro Biasotti, candidato alla presidenza della Regione, viene allargato il tiro. Prima l’onorevole azzurro paragona il Comune al «Politburo dell’Unione Sovietica» per i metodi utilizzati. Poi non risparmia una frecciata al rivale Claudio Burlando «il cui silenzio imbarazzante è qualcosa di ancor più preoccupante». Il vero punto, conclude Biasotti, resta però il fatto che secondo la sindaco «la moschea non sarebbe stata una priorità, invece è stata decisa mentre Genova aveva ben altri problemi, paralizzata com’era dal maltempo». Chi è da giorni pronto alla battaglia è la Lega. Il 23 gennaio ha organizzato il referendum consultivo con dieci banchetti e gazebo tra Lagaccio, Oregina e San Teodoro, ma non nasconde la sua disponibilità a sostenere ogni tipo di iniztaiva dei residenti. «Se necessario bloccheremo il quartiere - garantisce il segretario provinciale Edoardo Rixi - Pronto il blocco totale di via Napoli e sì a qualsiasi altra iniziativa di protesta». Tutto grazie al regalo di Natale della sindaco Vincenzi.