«Due registi eredi del neorealismo»

Per Ermanno Olmi, palma d’oro a Cannes con L’albero degli zoccoli nel 1978, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino hanno «saputo riannodare le fila con l’eredità del neorealismo nel modo più puro». «Questi autori - continua il maestro - hanno anche la libertà di pensiero, oltre steccati e scelte ideologiche, che ad altri prima era difficile. Facciamo festa quindi ma ricordiamoci che dietro i nostri campioni c’è una schiera di talenti». Olmi torna a una polemica di queste ore: «Un anno fa - ricorda - ebbi una disputa con alcuni pensatori di alto profilo che concordavano con Tarantino sul funerale da farsi al nostro cinema. È bello che dodici mesi dopo le parti siano invertite ed è ancora più bello che prima di tanti pensatori se n’è accorto lo spettatore normale».