Due società con l’obbligo di migliorarsi

A bocce ferme: Genoa 51 punti e 9° posto, esattamente come un anno fa; Sampdoria 36 punti e terz'ultino posto, retrocessione da Guinness dei primati in serie B con il penultimo attacco e 31 punti in meno di un anno fa quando finì 4a con diritto alla disputa dei preliminari di Champions League.
Dopo una campagna estiva (Eduardo, Chico, Kaladze, Ranocchia, Veloso, Rafinha, Toni, Zuculini, Destro) che Gasperini definì «geniale», il Grifone è partito per miracol mostrare. Dopo la «decima» la classifica del Grifo piangeva con soli 11 punti in saccoccia. Deluso e infuriato, il vulcanico patron Preziosi ha licenziato il mitico Gasperson e si è affidato allo ieratico Ballardini, al quale ha offerto apprezzabile riparazione (Kucka, Konko, Antonelli, Floro Flores, Paloschi, Boselli) sul mercato di gennaio. Ballardini ha raccolto 40 punti in 28 partite, vincendo due derby e facendo breccia nel cuore della tifoseria rossoblu.
Cambiati direttore generale (Gasparin al posto di Marotta) e responsabile tecnico (Di Carlo al posto di Del Neri), dopo una campagna estiva che salvò i pezzi forti (Palombo, Pazzini, Cassano) ma incompresibilmente non completò l'organico per garantirsi l'accesso alla Champions League, la Sampdoria ha fatto flop in Europa, dopo l'«ottava» (7° posto in classifica a quota 11) ha cacciato il «maleducato» Cassano sostituendolo con i disinfettati Macheda e Maccarone, ha divorziato dal neutralizzato Gasparin e ha ceduto Pazzini sostituendolo con Biabiany, Martinez e Perticone. Di Carlo ha chiuso il girone d'andata al 9° posto, quota 26 con il bonus del derby da recuperare, ma è rimasto in braghe di tela. Privo della sontuosa coppia di punta che costituiva il 50% del potenziale della squadra, Di Carlo ha raccolto la miseria di 5 punti nelle successive 9 partite ed è stato sostituito da Cavasin che ha raccattato altre 5 briciole nelle deliranti ultime 10, finendo a piombo in serie B.
A bocce ferme, in preda a stati d'animo diametralmente opposti, sia il Grifone rampante che ha concluso in gloria festeggiando oceanici funerali in memoria dei «cugini» scomparsi sia lo sfigato Marinaretto che non riesce a capacitarsi del clamoroso autogol effettuato sono al cospetto dell'imbarazzante problema «allenatore». Nove genoani su dieci si sono innamorati dell'algido Ballardini e soprattutto non vogliono Malesani. Nove sampdoriani su dieci odiano Cavasin e sono così incazzati nei confronti dei potenti Garrone da attenderli al varco con i forconi. Preziosi ha puntato da tempo su Malesani, tecnico geniale e fumantino che dopo aver conquistato in carriera Coppe importanti ha fatto miracoli alla guida di un Bologna in sfacelo però finendo il campionato così a rotoli che più a rotoli non si può. Garrone, lodevolmente assicuratosi un valido direttore sportivo nella persona di Sensibile, vorrebbe Delio Rossi, o forse Colantuono, o forse Atzori, o forse Iachini. E allora?
Personalmente, fossi nei panni di Preziosi riscatterei quel portento di atletismo che risponde al nome di Floro Flores e confermerei Ballardini, tecnico affidabile che ha tenuto e garantisce rendimento sicuro e comportamento ineccepibile. Fossi nei panni di Edoardo Garrone (benvenuto vicepresidente con ampie deleghe a disposizione) farei piazza pulita (qualcuno avrà pure, tra l'altre sciagure, innescato quelle di svendere Pazzini e riesumare Cavasin dal sarcofago…) e prenderei Montella, indimenticato goleador record in coppia con Mancini (37 gol in due, 22+15, nel '96/'97) in 65 anni di storia blucerchiata, sincero simpatizzante sampdoriano, profondo conoscitore di calcio e uomo probo, con l'«à plomb» ideale per garantirsi un'invidiabile carriera di tecnico del calcio. La Sampdoria dei Garrone ha l'obbligo assoluto di lavare l'onta riguadagnando come otto anni fa l'immediata promozione in serie A, che fu seguita da un 8°, un 5°, un 12°, un 9°, un 6°, un 13° e un 4° posto conditi da quattro brevi passeggiate in Europa. Chi ha saputo offrire via via ai tifosi sampdoriani le esibizioni di talenti calcistici del calibro di Palombo e Falcone, Flachi e Borriello, Quagliarella e Maggio, Campagnaro e Storari, Pazzini e Cassano, deve trovare l'orgoglio di ripetersi e semmai migliorarsi. Senza se e senza ma.