Due spettatori su tre alla premiazione finale

Per capire quanto gli italiani siano intrigati dall’idea che un transessuale vinca un programma importante della televisione di Stato, basta un dato. L’altra notte, verso l’una meno un quarto, il 65 per cento del pubblico che a quell’ora guardava la tv, si è incollato su Raidue per seguire il momento della proclamazione a vincitore di Vladimir Luxuria. Così, l’ex parlamentare transgender non solo ha portato grande popolarità a se stesso, ma ha anche ridato smalto all’«Isola dei famosi», un reality che deve fare i conti con l’usura essendo giunto alla sesta edizione. Tanto che la regina del programma, Simona Ventura, l’altra notte ha commentato: «Abbiamo mostrato che il genere dei reality è vivo e vegeto», già pensando alla prossima edizione.
A seguire la puntata finale dello show, lunedì sera, in media, si sono sintonizzati sette milioni e 213mila persone, con il 33 per cento di share, che significa che uno spettatore su tre ha guardato Raidue tra le ventuno e mezzanotte e mezzo. Insomma, per dare un’idea, è un dato di ascolto che ormai raggiungono solo poche trasmissioni come «Striscia la notizia», «C’è posta per te» o «I migliori anni». Ma, in questo caso, è un risultato più importante se si considera che la trasmissione non va in onda sulla rete ammiraglia della Rai, ma sul secondo canale. Certo, siamo lontani dalla media del 35 per cento di share della seconda e della terza edizione (questa appena conclusa ha realizzato la media del 22,61), ma siamo arrivati, appunto alla sesta. Inoltre in un giorno di programmazione, il lunedì, in cui il reality ha dovuto combattere contro concorrenti molto forti come la fiction del «Commissario Montalbano» su Raiuno e lo show comico «Zelig» su Canale 5. Certo, a ridare vigore a questa edizione (al di là dei giudizi su uno show in passato considerato troppo trash) sono stati anche quegli ingredienti che vanno a pescare nella «pancia» degli spettatori: è cioè le liti, i pettegolezzi, i tradimenti veri o presunti, le difficoltà ad affrontare la vita quotidiana. E questa volta il pubblico invece di premiare la bellezza di uomini come Sergio Muniz o Walter Nudo o invece di commuoversi per la struggente storia di Manuela Villa, figlia del grande Claudio, vincitrice dello scorso anno, ha preferito portare alla vittoria ciò che di più intrigante c’è: l’ambiguità sessuale. In finale insieme con Luxuria, sono arrivati Belen Rodriguez, pura bellezza argentina dalle curve perfette, e Carlo Capponi, il bidello sconosciuto e sempre in lacrime alla ricerca ossessiva del riscatto sociale. Ha vinto, la novità, il diverso.