Due stazioni ferroviarie chiuse «per nomadi»

«Chiuse per nomadi» e mai più riaperte. È il singolare destino di due stazioni ferroviarie romane: quella di Monte Antenne, sulla linea regionale Roma-Viterbo, e quella di Salone, sulla Fr2 Roma-Guidonia-Tivoli, i cui cancelli sono da tempo sbarrati, con buona pace dei diritti degli utenti che pagano il biglietto. I nomadi sembrano avere una vera e propria attrazione per le stazioni ferroviarie e i nodi di scambio: a loro la «cura del ferro» piace davvero. Piazzano i loro insediamenti abusivi a poca distanza dai binari, si servono dei treni senza, ovviamente, pagare il biglietto, danneggiano i vagoni con atti di vandalismo, infastidendo i viaggiatori, usufruiscono dei servizi delle strutture pubbliche, ne fanno decretare la chiusura e non «schiodano» più.
I cancelli della stazione di Monte Antenne furono definitivamente chiusi all’epoca della seconda giunta Rutelli. A distanza di anni i nomadi non manifestano alcuna intenzione di liberare il terreno occupato abusivamente accanto al terminal. Tutta l’area, fino al greto del Tevere, è stata trasformata in una discarica.
Anche la stazione di Salone della Fr2 è stata chiusa a causa dell’insediamento abusivo che ha accerchiato la struttura: i nomadi creavano non pochi problemi di sicurezza ai treni e ai passeggeri. Tra l’altro in quell’area passa anche l’alta velocità Roma-Napoli. Il risultato è che tutti gli abitanti di Ponte di Nona, Case Rosse e le altre periferie tra Collatina e Tiburtina non possono più utilizzare la ferrovia urbana per raggiungere il centro o, comunque, devono raggiungere fermate più lontane. «Non possiamo arrenderci così - rispose l’assessore regionale ai Trasporti all’ennesima protesta degli abitanti della zona -, cercheremo di risolvere la situazione». Da allora sono passati diversi mesi ma né la Regione, né il Comune hanno preso alcun provvedimento.
A Saxa Rubra i rom hanno occupato abusivamente il parcheggio di scambio da 500 posti auto accanto alla stazione della Roma-Viterbo e al capolinea Cotral. Per l’Atac, che gestisce l’area, per Met.Ro., responsabile dell’esercizio, e per la Regione, proprietaria sia della ferrovia sia della Cotral, va tutto bene.
I nomadi installano spesso dei propri avamposti anche accanto alla stazione Muratella della Fr1 (Orte-Fiumicino aeroporto), non lontana dal deposito Atac della Magliana, e nei pressi della stazione di Acilia della Roma-Lido, che sorge di fianco al deposito Atac. Insomma l’anello ferroviario, mai concluso nonostante le promesse di Rutelli e Veltroni, è stato «chiuso» dai rom.