Due stragi negli Usa, il filo rosso è la follia

da New York

In comune non c’era né il luogo, né il movente. Tra le due sparatorie che lunedì notte hanno sconvolto la vita di Filadelfia e di Salt Lake City, incollando al televisore milioni di americani, non c’era un piano d’azione concordato da due complici. I due assassini che lunedì sera hanno aperto il fuoco, uno in un centro commerciale di Salt Lake City - tra negozi di abiti per bambini, cartoline e dolciumi - e l’altro nella sala conferenze di un’agenzia pubblicitaria di Filadelfia, non si conoscevano nemmeno. Eppure, con la stessa follia omicida, entrambi hanno aperto il fuoco più o meno alla stessa ora, uccidendo a sangue freddo otto innocenti e perdendo la propria vita. Un assassino, quello di Salt Lake City, è stato ucciso da un poliziotto, mentre il folle di Filadelfia, compiuto il suo massacro, ha usato l’ultima pallottola rimasta per togliersi la vita.
Pur non conoscendosi, in uno strano gioco del destino i due avevano trascorso il pomeriggio a caricare pistole e fucili, probabilmente trasportati da un raptus e una rabbia che volevano entrambi placare nel sangue. Aveva diciott’anni il ragazzino che si era recato nel centro commerciale Trolley Square, un complesso a due piani costruito nel 1908 per parcheggiare i vecchi tram cittadini e che da qualche anno era diventato luogo di shopping: negozi di abbigliamento e per la casa, un ristorante della catena Hard Rock Café, invitavano migliaia di persone a trascorrere le proprie serate con le carte di credito in mano, facendo acquisti e mangiando una pizza o un panino. Ma lunedì sera migliaia di persone terrorizzate hanno cercato rifugio nei bagni, sotto i banconi e perfino negli armadi a muro, mentre il folle compiva la sua strage.
Il portavoce della polizia Robin Snyder ha dichiarato che l'assassino diciottenne, che indossava un impermeabile, è stato ucciso a sua volta, ma non prima di aver tolto la vita, con un fucile, una pistola e alcune cartucciere, a due donne di 28 anni, un uomo di 52, un ragazzo di 24 anni e una ragazzina di 15, crivellata di colpi.
«L’ho visto mentre si girava e colpiva una ragazzina - ha testimoniato in lacrime Marie Smith, direttrice di un negozio della catena Bath and Body Works -. Aveva un'espressione che non dimenticherò mai. Era calmo, quasi sereno. Sembrava uno che faceva una passeggiata, uno che veniva a guardarsi le vetrine».
Matt Lund invece era venuto a trovare sua moglie Barbara, responsabile del negozio per bambini «Secret Garden», quando ha sentito i primi colpi. Con la moglie e altri clienti, Lund si è nascosto in un magazzino per 40 minuti, mentre fuori c'era l'inferno. «Abbiamo sentito i poliziotti che gli urlavano di arrendersi e lasciar cadere il fucile. Poi c'è stata una raffica terrificante di colpi».
Ha agito invece con calma l'assassino di Filadelfia, che nella sala conferenze dell’agenzia di marketing Zigzag Net Inc. aveva legato alcune persone alle poltrone con del nastro adesivo, prima di aprire il fuoco e uccidere il presidente dell’agenzia, Mark Norris, di 46 anni, Robert Norris, suo fratello di 41, e James Reif, di 42 anni, uno sceriffo della contea di Broome. Quando la polizia ha fatto il sopralluogo ha trovato due cadaveri sul pavimento, uno seduto su una poltrona e un ferito ancora legato.
Accanto c'era il corpo dell’assassino, che forse aveva investito i suoi risparmi in questa agenzia. Soldi e follia il movente dello sterminio di Filadelfia, quindi, mentre brancola ancora nel buio la polizia di Salt Lake City, alla ricerca delle mille terribili ragioni che devono aver spinto un diciottenne ad aprire il fuoco tra le luci dei negozi e i sorrisi di chi faceva shopping.