Due talenti del calcio agli studenti: «Giocare? Sì, ma non con la scuola»

Koman, Ledsma e i loro tecnici nel progetto Sky «Lezioni di Primavera», alla vigilia del derby giovanile oggi in diretta tv

Scriviamola così la nostra canzone, uno su quarantamila ce le fa. E beato chi toccherà il cielo del calcio con un dito. Ecco la strofa da memorizzare all'infinito, migliaia ci provano ma soltanto il prescelto sale sul tetto del mondo. Parole e musica di Cristian Maggio e Gaetano De Rosa che si sono raccontati e hanno raccontato ai ragazzi del Liceo Scientifico dell'Istituto Champagnat che il cammino è ripido, pieno di curve ma può capitare di arrivare sul traguardo. Centotrenta ragazzi per domandare, capire e ascoltare. È stato divertente e piacevole questo faccia a faccia. Mille interrogativi ma soprattutto una risposta bipartisan, non c'è derby quando bisogna trovare la strada giusta per il futuro: «I dati dicono che su 40mila ragazzi che si affacciano al calcio professionistico soltanto uno riesce a raggiungere il suo obiettivo. Pensate a studiare, mi raccomando». Maggio e De Rosa insieme per spiegare che la priorità deve essere quella ma non bisogna prendere a calci la passione per il calcio. Facciamo un passo indietro e spieghiamo l'ideatore di questo incontro - confronto che ha riscosso applausi, consensi e pensieri importanti da portare a casa. Si chiamano «Lezioni di Primavera», è un progetto di Sky insieme alla Lega Calcio in vista del derby, ovviamente Primavera, in programma questo pomeriggio alla Sciorba (fischio d'inizio alle 13.45) che sarà trasmesso in diretta dalla televisione satellitare. Era stato un successo a Roma e Torino, anche Genova ha risposto presente e la prossima settimana si farà tappa a Milano. Il concetto è questo, giovani che si parlano tra di loro.
Vladimir Koman, centrocampista blucerchiato, ed Emmanuel Ledesma, talento rossoblu, hanno spiegato la loro storia e il loro futuro. E c’erano anche i due tecnici delle formazioni Primavera: Fulvio Pea, sponda doriana, e Luca Chiappino, tecnico genoano. Sei ospiti contro 130 ragazzi scatenati, è una stata una bella partita e tutti, alla fine, hanno vinto. Hanno chiesto tanto, tantissimo. Curiosità, storie, segreti, formule magiche per diventare calciatori, quelli belli, ricchi e famosi. Loro hanno aperto il libro, confessando scelte difficili e sacrifici che sembravano impossibili. «Ho dovuto abbandonare gli studi quando avevo 17 anni perché giocavo nella Primavera ma incominciavo a gravitare già nel giro della prima squadra: non era facile conciliare studio e calcio», spiega Maggio, dispiaciuto per questa scelta. Ma il laterale doriano confessa pure che «ci sono giocatori che ha trent’anni riprendono a studiare per ottenere un diploma ed è un segnale molto importante». Si passa a De Rosa che spiega soprattutto una cosa: «Bisogna fare sacrifici e saper decidere, è necessario darsi delle priorità. Mi ricordo che, da giovane, partivo da casa alle otto del mattina e rientravo alle nove di sera. Per andare ad allenarsi prendevo tre treni, e nel mezzo c’era anche la scuola: non era semplice ma il mio amore per il calcio era troppo forte». Poi, tocca a loro. Scendono in campo anche i due mister. Esordisce Pea: «Per me la passione per questo sport è stata fondamentale e si è trasformata in un lavoro: e questo mi ha reso felicissimo. Sono riuscito anche a laurearmi all'Isef». Continua Chiappino: «Chi va bene a scuola riesce ad esprimermi molto bene anche nel calcio: è una questione di disciplina e mentalità». Infine, chiudono la chiacchierata Koman e Ledesma, hanno cambiato vita e nazione per inseguire un sogno. Dovevamo decidere in un secondo, non hanno avuto esitazioni. «Anche se non è stato semplice abbandonare tutto ma ci volevo provare e sono felice di aver preso questa decisione», racconta Ledesma. Mentre il baby blucerchiato ha raccontato che giocare e studiare in fondo è possibile: «Ho proseguito e d’estate quando torno in Ungheria continuo a dare esami». Giovanissimo ma maturo incisivo e simpatico anche quando gli chiedono se è possibile fare il calciatore, sedersi ad un banco di scuola e avere il tempo per vedere la fidanzata. «Tranquilli, se diventerete giocatori di calcio le ragazze arriveranno da sole». Maxi risata finale, giusto così. Giocate, studiate, divertitevi: la morale è sempre quella. E beato chi diventerà uno di quelli che ce la fa.