Due tappe del Giro a Sestri e Savona Ma il sogno è il Tour

Faccia angelica. Da bravo ragazzo. Pur con i capelli disordinati. Ma alla moda. Le sue parole sono leggiadre. Sincere. Nonostante arrivi da una terra dilaniata negli anni addietro da lotte civili al suo interno. Sembra non portar rancore. Anzi. Se può spende sempre una parola positiva. Per tutti. Lui è Valter Birsa nativo di San Pietro di Gorizia, Slovenia. Terra di confine con l'Italia. Reduce dal derby vinto con la Serbia, che è costato a Stankovic e compagni l'esclusione da Euro 2012. Contento? Neanche a pensarlo. «Sinceramente sarei stato più felice se la Serbia si fosse giocata lo spareggio per accedere alla fase finale». Un'affermazione che aiuta a comprendere meglio quanto la Slovenia sia già avanti nel processo di integrazione nell'Unione Europea.
Come è stato l'impatto con il calcio italiano?
«Come me l'aspettavo. Più tattico rispetto al resto d'Europa, ma simile per altri versi».
Genova e Genoa. Impressioni della città e della squadra?
«Essere affacciata così sul mare mi piace parecchio, mentre la gente l'ho trovata molto disponibile. Così come i miei compagni e la stessa società».
All'Auxerre giocava come trequartista, ma in Nazionale è impiegato in un centrocampo a quattro sulla destra. Nel Genoa occupa un altro ruolo. Chi ha ragione?
«Credo di essere un calciatore duttile, che può essere schierato ovunque. È vero, in Francia ho giocato spesso dietro le punte, ma pure a centrocampo così come in Nazionale ho alternato i due ruoli. Dovessi scegliere direi a destra: posso rientrare e calciare».
Quando ti manca per essere al 100%?
«Tatticamente devo imparare qualcosa, mentre fisicamente il top lo si raggiunge giocando con continuità».
Dopo un buon avvio di campionato, cosa sta succedendo?
«Dobbiamo migliorare in fase offensiva, perché in partite come quelle contro il Lecce se si fa gol, si vince».
Mister Malesani ed il presidente Preziosi, un giudizio.
«Il tecnico ha vinto molto in carriera. Con lui, mai avuto problemi. Cerco di ascoltare i suoi consigli. Il presidente è un grande appassionato di calcio, e quando vinciamo siamo contenti anche per lui che ci tiene molto e ci sprona di continuo».
Come d'altronde i tifosi.
«Il pubblico del Genoa è caldo. Quando c'incitano così vicino al campo ci regalano una notevole carica».
Dove possono arrivare Birsa e il Genoa?
«Personalmente spero di lavorare per la squadra, segnare dei gol, ma più che altro vorrei fornire assist decisivi. Il gruppo può e deve puntare in alto. I valori ci sono, ma dobbiamo ancora amalgamarci al meglio».
Ed è quello che va ripetendo da mesi mister Malesani. Ma quanto tempo ci vorrà ancora? Sotto la Lanterna, nel bene o nel male, la pazienza non è infinita. Anzi...
Capitolo Juventus. «Vincere a Torino ci regalerebbe parecchio entusiasmo», confida il rientrante Mesto. Non sarà un'impresa facile, «ma ci proveremo con determinazione». Per la gara con la Vecchia Signora, tranne lo squalificato Kaladze, ed il brasiliano Ze Eduardo sono tutti a disposizione di Malesani. E a Torino ci sarà anche un tifoso genoano d’eccezione come il giornalista e scrittore Roberto Perrone, ospite del tour itinerante di casa Barilla. Commenterà la partita, parlerà del rapporto tra il calcio e la cucina, leggendo un brano del suo libro «Ricette consolatorie per Juventini», mentre uno chef di Academia Barilla, realizzerà, il piatto consigliato da Perrone agli juventini in caso di sconfitta: «Spaghetti aglio olio e peperoncino».