Due tassisti feriti a coltellate: «Servono telecamere a bordo»

Il Comune prevede uno stanziamento di 2 milioni tra il 2008 e il 2009 per finanziare sistemi antirapina

La riflessione di Raffaele Grassi, consigliere comunale del Gruppo misto e a capo del Satam (Sindacato artigiani taxisti Milano) non fa una grinza: «I sistemi di sicurezza per i taxi non danno la certezza assoluta di non venire rapinati, ma possono essere molto utili. Soprattutto quando la città è vuota, infatti, per i male intenzionati i tassisti rappresentano dei bancomat viventi». Un’affermazione che ben si adatta ai due fattacci accaduti negli ultimi giorni a Milano, nel giro di 20 ore uno dall’altro. Mercoledì all’alba, infatti, un tassista di 44 anni che aveva fatto salire un giovane cliente (rivelatosi poi un rapinatore) all’angolo tra via Padova e via Cavezzali è stato da questo accoltellato per ben due volte. Così, mentre il balordo fuggiva con il suo telefonino, lui veniva portato al S. Raffaele. Qualche minuto dopo la mezzanotte è toccata a un suo collega che a giorni farà 80 anni. L’anziano tassista aveva fatto salire un giovane all’angolo tra via Ponte Seveso e viale Lunigiana. Minacciato con un coltello dal finto cliente che gli chiedeva l’incasso, l’anziano conducente è stato anche da questi «infilzato» una mano con la lama. Risultato: spariti telefonino e portafogli e 10 giorni di prognosi al Policlinico.
Il vice sindaco Riccardo De Corato, d’accordo anche con Grassi e Marco Luisi della Confartigianato taxi, aveva già pensato di prendere contromisure efficaci in materia di tassisti e sicurezza. E, come promesso a settembre dallo stesso De Corato, qualche giorno prima di Sant’Ambrogio, con una delibera di giunta, è stato reso disponibile il milione di euro per l’anno 2007 destinato a tutti i tassisti che volevano dotarsi di sistemi di sicurezza come gps e telecamere («la cui presenza verrebbe segnalata con una scritta all’esterno dell’auto rappresentando, già di per sé, un deterrente» ricorda Grassi).
«Il denaro, che prevede un contributo del 50 per cento da parte del Comune per una cifra massima di mille euro, viene elargito dietro presentazione della fattura che poi passa a una commissione di valutazione» spiega Luisi. E aggiunge: «Il finanziamento sarà erogato in base alla graduatoria stilata da una commissione di valutazione. Altri 2 milioni sono stati messi a bilancio tra il 2008 e il 2009».
Secondo De Corato - che ieri ha confermato che dal 4 febbraio prossimo e fino al 15 luglio verranno prese in considerazione le domande dei titolari di licenza taxi rilasciata dal Comune di Milano che vorranno dotarsi di sistemi di sicurezza antiaggressioni e antirapine - questa è «la dimostrazione della sensibilità del Comune nei confronti di categorie esposte alla criminalità predatoria e soprattutto verso le 150 donne tassiste».
Del resto Palazzo Marino è il solo ad essersi mosso in materia di taxi e sicurezza. «Anche l’assessore regionale alla Sicurezza Maurizio Ponzoni, infatti, ha previsto un rimborso per i sistemi di video sorveglianza o i gps dei taxi - conclude Luisi - ma finora non c’è stato alcun atto ufficiale».