Due terroristi di Al Qaida presi in Tunisia

Tunisi «Al Qaida nel Maghreb» lancia per la prima volta la sua lunga ombra sulla Tunisia: due uomini, un algerino e un libico, sono stati arrestati, la scorsa notte, a Remada, nel governatorato di Tataouine (a 130 chilometri dal confine con la Libia), e trovati in possesso di una cintura esplosiva che intendevano usare per un attentato suicida in stile talebano, per fare strage di guardie di frontiera tunisine. Sono stati fermati prima di potere mettere in atto il loro gesto e anche il tentativo di uno di loro di aprirsi la strada alla fuga lanciando una granata contro i soldati tunisini che li avevano circondati è andato a vuoto perché l’ordigno non è esploso.
Un alto ufficiale fa intendere che l’arresto dei due è in relazione al fermo di altri due uomini, entrambi libici, mercoledì scorso, scovati in un albergo di Tataouine - forse per una segnalazione -e trovati in possesso di una granata.
L’operazione viene definita dalle autorità tunisine la prima del genere e apre scenari inquietanti per la Tunisia, che da oggi deve fare i conti con questa realtà terroristica che appariva, nella regione, confinata in Algeria - con i gruppi salafiti, che, sempre ieri, hanno ucciso otto soldati - e nella zona meridionale del Sahel. Ora l’intelligence tunisina deve «decrittare» quanto accaduto, anche perchè sino ad oggi Al Qaida nel Maghreb - «figlia» dell’algerino Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, affiliato ad Al Qaida con la benedizione di Osama bin Laden - non si era mai manifestata in Tunisia, dove però - dopo la rivoluzione dello scorso febbraio che ha portato alla cacciata di Ben Ali - si potrebbero essere create le condizioni per una sua espansione.