Due ucraine violentate su un vagone in Centrale

Le vittime salvate da una pattuglia della Polfer: arrestati un romeno e un marocchino irregolari

Gli agenti della Polfer hanno sentito le invocazioni di aiuto provenire dalla carrozza e sono saliti per verificare, sorprendendo due clandestini intenti a violentare una badante ucraina. In manette sono finiti una strana coppia, un marocchino di 23 anni, e un romeno di 22, pregiudicati per reati contro il patrimonio e stupefacenti. Le indagini hanno poi consentito di accertare come un’altra donna, rimasta vittima dei due bruti, fosse riuscita a scappare pochi istanti prima dell’intervento della polizia.
Le due vittime, badanti ma irregolari, erano solite trovare rifugio per la notte in uno dei vagoni lasciati in sosta appena fuori dalla volta della stazione Centrale. Come l’altra sera, quando le due donne, 56 e 43 anni, si sono infilate nella carrozza insieme a una coppia di connazionali. Poco dopo l’irruzione dei due aggressori. Il loro comportamento ha subito spaventato i quattro, ma solo l’uomo e una donna sono riusciti a fuggire. Lasciando però le amiche al loro destino, senza neppure avvertire la polizia.
Dentro il vagone è subito scoppiato l’inferno. I due si sono lanciati sulle donne come bestie, le hanno picchiate e trascinate per i capelli lungo i corridoi. Dopo la prima violenza, gli stupratori hanno deciso di «scambiarsi» le donne, e in quel frangente la più giovane è riuscita a liberarsi e lanciarsi giù dal treno. Proprio mentre arrivavano gli agenti attirati dalle urla.
Sul treno sono saliti in quattro, le pattuglie non sono mai da due proprio per le insidie nascoste in stazione, e hanno bloccato i due aggressori, senza incontrare resistenza. Subito dopo gli agenti hanno soccorso le due donne, portate alla clinica Mangiagalli dove è stata certificata la violenza. Le vittime sono state poi trasferite in una comunità protetta.
Nel frattempo il marocchino e il romeno venivano identificati, scoprendo i loro numerosi alias, e precedenti penali, e quindi portati a San Vittore. Gli investigatori della polfer stanno ora cercando di rintracciare i due ucraini fuggiti sia per trovare riscontro alle dichiarazioni delle donne violentate, ma non è escluso neppure per una eventuale denuncia per omissione di soccorso. Sarebbe bastata una chiamata al 113 per risparmiare alle loro connazionali due ore da incubo.