Due villaggi ricostruiti dai lettori

Fausto Biloslavo

Vittime due volte, della guerra e dello tsunami che ha devastato le coste dello Sri Lanka. Cento famiglie, circa 600 persone, di origine tamil, dopo aver perso tutto avranno di nuovo un tetto sulla testa grazie al buon cuore dei lettori de Il Giornale, che hanno aderito alla sottoscrizione lanciata subito dopo lo tsunami. Con l’aiuto della Banca popolare di Sondrio era stato raccolto un milione di euro, che è servito a finanziare un progetto a favore delle popolazioni dello Sri Lanka colpite dall’onda assassina. Il maremoto ha ucciso 150mila persone, dalla Thailandia all’India, schiantandosi come un flagello su una parte dell’Indonesia oltre che sulle coste orientali e settentrionali dello Sri Lanka. Nell’antica isola di Ceylon, paradiso dei turisti, sono stati registrati 30mila morti e 14mila dispersi, ma il problema che lo tsunami si lascia alle spalle per molti anni a venire è il disastro economico e milioni di senza tetto in tutto il Sud Est asiatico.
Grazie ai soldi offerti dai lettori de Il Giornale, il Cesvi (Cooperazione e sviluppo), una delle più note organizzazioni non governative italiane sorta nel 1985, con sede a Bergamo, ha dato vita ad un importante progetto nel distretto di Trincomalee, nel nord ovest dello Sri Lanka. L’obiettivo è fornire a 100 famiglie, costrette a vivere in condizioni terribilmente precarie, in campi di accoglienza più o meno fatiscenti, il sogno di una casa. I villaggi originari di questa comunità erano stati abbandonati ed in gran parte distrutti dalla guerra interetnica, scoppiata due decenni fa fra la minoranza tamil ed i cingalesi. I civili non avevano scelta: arruolarsi con i ribelli conosciuti come le Tigri tamil, spesso a forza, subire la dura repressione dei governativi, oppure fuggire. Le 100 famiglie hanno deciso di scappare, qualcuno fino in India, altri in zone più sicure vivendo alla giornata nei campi profughi. Con la tregua del 2002 la piccola comunità ha ricominciato a sperare nella pace, molti sono tornati, ma i loro villaggi erano distrutti. Il 26 dicembre dello scorso anno l’onda assassina si è aggiunta al dramma della guerra flagellando le precarie sistemazioni sulla costa, dove le cento famiglie avevano trovato rifugio. Una quarantina di persone, fra cui molti bambini sono morti e due capi famiglia hanno perso sia la moglie che tutti i figli. Agricoltori o pescatori si sono ritrovati con le loro poche cose distrutte.
«Le sofferenze di queste persone mi hanno colpito, perché sono vittime due volte, prima della guerra e poi dello tsunami» spiega al Giornale, Nicola Bay, torinese di 36 anni, capo missione del Cesvi nello Sri Lanka. Bay si è fatto le ossa in Africa e Palestina e a Trincomalee segue in prima persona il progetto reso possibile dallo slancio di solidarietà dei nostri lettori. «Finalmente abbiamo concluso la fase preparatoria, nonostante le difficoltà causate dalla burocrazia locale legata ai problemi politici che attanagliano la parte settentrionale dell’isola» spiega Bay. Il progetto è iniziato in luglio e prevede di concludersi nel giro di un anno. A febbraio, dopo la stagione delle piogge, comincerà la costruzione vera e propria delle cento case, nel rispetto delle tradizioni locali, che impongono regole precise anche per la posizione dell’ingresso e delle finestre.
Il progetto finanziato dalla sottoscrizione de Il Giornale prevede pure la costruzione delle infrastrutture (pozzi, rete idrica, elettrica e viaria) per le nuove abitazioni, di due centri comunitari e una scuola materna. Inoltre sono già cominciati i corsi di formazione su tecniche di coltivazione degli orti e sulla corretta gestione delle risorse idriche ad uso agricolo e privato. Nel contesto del progetto è prevista la distribuzione di attrezzature agricole, sementi e riso per gli orti familiari.
In pratica, grazie ai nostri lettori, rinasceranno i due piccoli villaggi di Thiriyai e Kattukulam, tre chilometri all’interno, al sicuro da nuove onde assassine. Speriamo che siano pure al sicuro dai venti di guerra, fra le Tigri tamil ed i governativi, che stanno tornando a soffiare sullo Sri Lanka.
Fausto Biloslavo