«Due volte vicini al pareggio»

Non c’è stata quasi partita, il Genoa ha messo in campo solo un po’ di buona volontà e ha saputo creare qualche occasione, ma la sconfitta rossoblù è perfettamente legittima. A fine gara il tecnico Attilio Perotti ed i giocatori non si presentano nell’affollatissima sala stampa del Picco.
Così a fare il punto sul momento difficile e delicato del grifone tocca al direttore generale Angelo Fabiani: «La rete iniziale, a freddo, di Guidetti ci ha tagliato le gambe e costretto l’allenatore ad impostare diversamente la squadra. Eppure dopo venti minuti di sbandamento ci siamo ripresi ed almeno in un paio di occasioni potevamo pareggiare che non ci sarebbe stato nulla di male. Mi riferisco al salvataggio sulla linea di Saverino sul tiro di Moretti e la palla svirgolata da Grabbi a cinque metri dalla porta. Pazienza, ora pensiamo alla trasferta di Lumezzane».
Fabiani si sforza di fare esercizi di ottimismo e non accetta processi alla squadra: «Non sono preoccupato per il futuro. Sapevamo che questo campionato sarebbe stato durissimo e che la sfida qui a La Spezia sarebbe stata complessa sotto ogni profilo, sia ambientale che tecnico. Ci sono ancora un po’ di partite da disputare e il caso Ghomsi, dove ci sono ancora in ballo tre punti, è tutto da discutere». Infine il direttore generale ha un pensiero per gli oltre millecinquecento tifosi che sono venuti al picco: «Ci dispiace davvero tanto per questa sconfitta che in fondo non abbiamo meritato con questo punteggio. I ragazzi hanno dato tutto quello che potevano e vedremo di riservare alla nostra gente delle soddisfazioni più avanti. Il silenzio stampa? È un provvidimento atipico perché un po’ parla uno e un po’ parla l’altro. Non credo che tornare a chiacchierare con la stampa possa cambiare le cose. Abbiamo perso a La Spezia e ci può stare ma il cammino del campionato è ancora lungo». Insomma, nessuna ammissione di un calo che eppure si vede, nessuna autocritica sul mercato di gennaio che alla luce dei fatti non sta riservando risultati attesi. Lopez non ha giocato e al suo posto sono stati mandati in campo Grabbi, Iliev, Giuntoli e anche Caccia che ormai è a mezzo servizio. Il paraguaiano evidentemente non è considerato un elemento affidabile, almeno per ora. Infine, loro, i tifosi definiti tre giorni fa orde barbariche a cui invece va un plauso per la correttezza dimostrata in un ambiente surriscaldato al massimo, ma va detto, del tutto civile.