Duecento arresti per violenze e saccheggi E in luglio si vota

Tunisi Duecento persone sono state arrestate in diverse aree della Tunisia nella notte tra domenica e lunedì in risposta ai ripetuti disordini di questi giorni nel Paese nordafricano. Nel corso delle operazioni di sicurezza circa 50 fra poliziotti e membri delle forze armate sono rimasti feriti.
La Tunisia, a ormai tre mesi dalla svolta politica che ha visto la cacciata del presidente-autocrate Ben Ali, si trova in una situazione ancora incerta sotto il profilo istituzionale e della sicurezza. I casi di saccheggio e di danneggiamento sono ormai innumerevoli in tutto il Paese e le autorità faticano a contenere il fenomeno. Spesso le situazioni degenerano in gravi violenze, come è accaduto nella cittadina di Slimane, dove un giovane è stato ucciso mentre cercava di impedire l’assalto ad un ufficio pubblico).
Tra gli arrestati figurano anche persone che hanno violato il coprifuoco imposto, da sabato scorso (dalle 21 alle 5) nell’area della «Grande Tunisi» (che, oltre alla capitale, comprende anche Ariana, Ben Arous e Manouba).
Il governo tunisino ha comunque ribadito per bocca del ministro degli Esteri Mouldi Kefi la sua «volontà» di tenere le elezioni nella data prevista del 24 luglio. Lunedì il premier provvisorio Essebsi aveva espresso il timore di un possibile slittamento della data elettorale.