Duecento opere raccontano l’arte di Luca Cambiaso

A quarant'anni dall'ultima mostra dedicata a Luca Cambiaso, sbarca a Palazzo Ducale un'importante esposizione dedicata al pittore genovese, già ospitata al Blanton Museum di Austin in Texas. «Luca Cambiaso un maestro del Cinquecento europeo», si apre oggi nelle sale dell'appartamento del Doge. I circa duecento dipinti si potranno ammirare fino all'8 luglio.
L'occasione del centenario della morte dell'artista, nato a Moneglia nel 1527 e scomparso a El Escorial nel 1585, era trascorsa senza che Cambiaso venisse ricordato nella sua città natale con adeguate iniziative. Tuttavia gli ultimi decenni hanno visto un approfondimento di studi sulla vicenda artistica e storica sia dell'artista, sia della città di Genova, che hanno sottolineato come proprio il Cinquecento abbia segnato un formidabile sviluppo del ruolo economico, culturale e politico del capoluogo ligure. Cambiaso dipinge proprio in quel momento di protagonismo genovese, all'inizio della stagione in cui l'aristocrazia cittadina afferma il raggiunto ruolo internazionale. Lo testimoniano anche lo sviluppo edilizio con la diffusione di un'originale tipologia di palazzi e ville. Un nodo di intensa attività lega in quegli anni artisti come Cambiaso, Galeazzo Alessi e Giovan Battista Castello Il Bergamasco.
Le circa duecento opere della mostra comprendono non soltanto dipinti, ma anche sculture, arazzi e disegni, la metà, comunque, di quelli esposti nell'esposizione statunitense. La mostra è divisa in settori. L'apertura è un autoritratto nel quale Cambiaso si raffigurò con il padre Giovanni e prende l'avvio dai suoi esordi giovanili con le immagini che si riferiscono agli affreschi del Palazzo Antonio Doria, quello della Prefettura. I grandi maestri del Cinquecento presenti nel cantiere del Palazzo del Principe, chiamati da Andrea Doria, sono nella seconda stanza. Artisti che costituirono esempi e spunti nella formazione del giovane Cambiaso, dalle incisioni tratte dal Giudizio di Michelangelo a disegni e cartoni di Perin del Vaga e del Beccafumi, presente con un prezioso autoritratto degli Uffizi, provenienti da differenti musei italiani, a opere di Pordenone fino alla tela di Pellegrino Tibaldi della Galleria Borghese. Nella terza sezione, i conemporanei a Genova, viene evocato il contesto pittorico in cui Cambiaso si trova a lavorare nella Genova del Cinquecento, accanto ai Calvi e ai Semino. Accanto ai dipinti, alcuni mai mostrati in Italia, è presentata un'inedita scultura con lo stesso soggetto proveniente dalla facciata della chiesa di Moneglia e recentemente riscoperta e studiata, preziosa testimonianza dell'attività scultorea di Cambiaso già sottolineata dalle fonti antiche. Nella grande sala dell'Appartamento del Doge sono invece esposte una decina di pale d'altare che testimoniano la fortuna di Cambiaso presso la committenza religiosa. In un'altra sala ci sono le dieci opere di piccolo e medio formato di soggetto profano con personaggi del mito, figure allegoriche, scherzi dei putti. Le altre sezioni sono state battezzate Riferimento al Correggio, al Bergamasco, al ratto delle Sabine, ai Dipinti profani della maturità, ai Notturni, agli Ecce homo, alle Carità, all'ultimo periodo di attività genovese con la cappella del Doge che ospita cinque dipinti di soggetto religioso, fino al Cambiaso in Spagna. Quest'ultima stanza chiude la sezione di Palazzo Ducale rievocando le sue opere dal 1583 al 1585 e si ritrova anche un inedito dipinto proveniente da Tarragona, L'incoronazione della Vergine. A Palazzo Rosso è possibile ammirare una selezione di straordinari disegni provenienti dai maggiori musei del mondo, accanto alle tele del Cambiaso anche quelle dei suoi continuatori genovesi.