Duelli elettorali: al primo round la Vincenzi va ko

La campagna elettore si è accesa. Ieri nella sala Doria della Banca di Roma, nel cuore del capoluogo ligure è andato in scena un primo duello. Tutto al femminile. Un faccia a faccia a piani sfalsati: Renata Oliveti in corsa per la presidenza della Provincia per il centrodestra e Marta Vincenzi in lizza per diventare sindaco di Genova per il centrosinistra. Non proprio uno scontro diretto. Ma uno scontro che non ha riservato tiri e colpi incrociati. A tratti vere e proprie bordate con un pubblico protagonista di vivacissime contestazioni all'europarlamentare. La platea in rosa, composta dalle iscritte alla Fildis federazione italiane laureate e diplomate istituti superiori, si è lasciata andare, talvolta troppo, manifestando un esemplare senso di insofferenza per chi ha amministrato città e provincia fino ad oggi.
E pensare che Marta Vincenti doveva giocare in casa. Si doveva parlare del ruolo di Genova visto al femminile. Il ruolo delle donne in politica, quote rose: tutto rigorosamente con il massimo fair play. Ines Vassallo, presidentessa Fildis, era stata perentoria: «Non è un dibattito di campagna elettorale».
E invece no. Marta Vincenzi prende parola per un intervento pronto a raccontare la sua Genova. Anzi la sua città. Anzi le sue città: la città per i giovani, per gli anziani, per le infrastrutture, per la logistica, per il porto, per il porto lungo, per la città in salita, per la città in degrado, per la città delle periferie con costanti brusii in aula. Racconta di quella che sarà la sua rivoluzione: «Una nuova città che metterà al centro le persone». Poi non risparmia critiche ai suoi predecessori sottolineando come «sia necessario riorganizzare profondamente e molto di più di quanto non si sia fatto in tutti questi anni la macchina pubblica che non permette l'affermazione dei diritti indivuali». La platea nel frattempo manifesta dissapori crescenti. Arriva a parlare della città per l'innovazione e dell'importanza dell'Istituto delle tecnologie. A questo punto però a sbottare è perfino la pacata Oliveri: «L'Iit mica è arrivato dal cielo - scandisce - è stato un lavoro della precedente Regione e del precedente governo». Parte un primo serrato confronto tra le candidate che surriscalda la platea. Per arrivare agli applausi bisogna aspettare l'intervento di Oliveri. «Mai avrei voluto fare polemica e mai avrei voluto parlare di questi temi per rispetto degli organizzatori - premette - ma non mi riconosco in questo mix di pessimismo e ottimismo di Marta che spesso dimentica che lei e la sua maggioranza politica sono responsabili dell'amministrazione della Provincia e di questa città da più di 25 anni». Le donne in sala esultano. A questo punto Oliveri infierisce: «La burocrazia non funziona quando il potere la condiziona e io, oggi, per parlare con le persone che lavorano in Provincia devo incontrarle di nascosto da tanto sono condizionate...». C'è tempo per le promesse assicurando un massimo impegno «per concentrare le risorse della Provincia al mondo del lavoro» sia per l'affondo finale parlando dei problemi concreti delle persone.
La vittoria a punti per il primo round elettorale è stato netto. Ma non è finita: già si parla del prossimo incontro. E sarà lo scontro diretto Vincenti-Musso. Un confronto per parlare dei problemi della casa a cui tutta la cittadinza è invitata. L'appuntamento è per martedì 6 marzo alle 17.30 nel salone Appc, adiacente alla Banca Carige. Aspettando un colpo - dall'uno o dall'altro - del ko.