Duello Atlantia-Antitrust Castellucci: «L’Authority non ha competenze»

Il numero uno delle Autostrade: «Il nostro contratto non è soggetto al controllo di Catricalà». Scivola il titolo in Borsa

da Milano

Ha due facce la reazione alla bocciatura Atlantia da parte dell’Antitrust, secondo la quale la recente revisione normativa in tema di concessioni restringe gli spazi della concorrenza. Da un lato la società ha diffuso le previsioni per i prossimi cinque anni, che indicano una redditività in crescita del 5% all’anno. Dall’altro il mercato ha sonoramente penalizzato il titolo, che in chiusura ha ceduto il 3,20%, a 18,07 euro, dopo una seduta vissuta costantemente in territorio negativo, in controtendenza col mercato.
Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società controllata dal gruppo Benetton, ha liquidato la vicenda con poche parole: «Il nostro contratto non è soggetto all’approvazione dell’Antitrust» ed è stato frutto «di un processo lungo e bi-partisan iniziato a ottobre 2006». Anche l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ieri ha emesso una nota nella quale osserva che «le recenti modifiche normative non restringono la concorrenza e comportano benefici per i consumatori». Due Authority, una contro l’altra. L’Antitrust, come si ricorderà, ha chiesto a governo e Parlamento di rivedere le norme del settore autostradale «per non eliminare gli spazi lasciati alla concorrenza».
Castellucci, da parte sua, osserva invece che la nuova convenzione unica di Autostrade per l’Italia, approvata in giugno, consente al gruppo di «impegnarsi ad attivare investimenti per 7 miliardi di euro». Dopo aver spiegato che la convenzione unica «ci consente di raccogliere a condizioni più vantaggiose i capitali necessari per il finanziamento degli investimenti previsti», Castellucci ha ricordato che i nuovi investimenti si aggiungono ai «13 miliardi di euro già previsti nei precedenti atti convenzionali della società e delle altre concessionarie controllate, per un totale di circa 20 miliardi di euro». «Il tutto - ha aggiunto Castellucci - senza gravare sulla finanza pubblica, grazie alle risorse private che sarà possibile reperire sui mercati dei capitali».
L’ad di Atlantia ha poi indicato «le difficoltà della congiuntura economica attuale e gli impatti che il rallentamento economico ha sulle dinamiche del traffico autostradale», sottolineando come esse rendono il gruppo «ancora più consapevole di quanto il suo ruolo sia fondamentale per il rilancio della competitività dell’Italia».
Quanto ai conti, Atlantia prevede per il 2008 ricavi consolidati pari a 3,5 miliardi di euro e un Ebitda di 2,1 miliardi, grazie anche al consolidamento nei conti del gruppo della concessionaria polacca Stalexport e della statunitense Etc. Nell’arco del quinquennio 2008-2012 Atlantia si attende una crescita dei ricavi e dell’Ebitda del gruppo rispettivamente pari al 4% e al 5% medio annuo.