Duello in aula, Moratti contro Moratti

Moratti contro Moratti. Il derby tra Letizia (moglie di Gianmarco) e Milly (moglie di Massimo) l’ha vinto il sindaco che non ha dato soddisfazione alla cognata con cui, non è mistero, non corre buon sangue. La capogruppo della Lista Milano Civica ieri in aula le ha chiesto di esprimerle pubblicamente solidarietà per l’attacco del quotidiano «Libero», che ha denunciato lo spreco di 500mila euro in gettoni di presenza ai consiglieri per discutere e votare gli oltre seicento emendamenti al Piano di governo del territorio presentati da Milly Moratti con i consiglieri di Rifondazione Landonio e Quartieri. Buona parte del pacchetto chiede di modificare parole all’interno del testo (con parole più tecniche o meno arcaiche, o piuttosto tratte da quella tal enciclopedia). Di fronte a un non-intervento, si è avvicinata alla poltrona del sindaco e le due cognate hanno battibeccato per circa dieci minuti. Risultato: la Moratti sindaco si è rifiutata di spendere parole per la Moratti consigliera, appellandosi alla democrazia della stampa. «Non volevo una difesa solo alla mia persona - spiega Milly - il mio era un grido di allarme per la dignità del consiglio che con questi attacchi viene messa in dubbio. Mi sarei aspettata una difesa del nostro lavoro. Compreso il suo, visto che è consigliere tra i consiglieri».
Sarà un caso, ma quando inizia la discussione sugli emendamenti, Milly ne ritira uno dei suoi che mirava a una modifica del testo. «Per me un documento ufficiale di questa portata deve essere anche tecnicamente perfetto - precisa - ma voglio fugare ogni dubbio che vogliamo fare solo i tecnici linguisti». Una mossa però che ha fatto traballare il Pd, che anche ieri rimaneva fermo nel non accettare accordi con la maggioranza per accelerare la discussione e ha avuto paura di essere stato «sorpassato» a sinistra. Chiarito il dubbio, il capogruppo Pierfrancesco Majorino ha espresso (lui sì) solidarietà alla collega d’aula e di opposizione al Piano del territorio. Il dibattito «va a danno delle tasche dei consiglieri - ha assicurato -: la discussione riduce il numero dei gettoni conteggiati a fine mese. A incidere sul compenso degli eletti è il numero commissioni, normalmente convocate ogni giorno e in queste settimane ridotte per la convocazione del consiglio quattro volte a settimana».
Anche gli emendamenti del Pdl per ora sono rimasti al loro posto. Dopo lo sbandierato accordo tra sindaco e presidente della Provincia Guido Podestà, che è anche coordinatore cittadino del Pdl, il consigliere Vincenzo Giudice che ne ha presentati una sessantina, precisa: «Nessuno mi ha detto di ritirare nulla, avanti con la discussione».