Duello al Carlo Felice: c’è Onegin

L’alba è glaciale, la scena desolata: due amici si sfidano in un duello mortale per amore, vero o presunto tale, o per orgoglio, forse addirittura per gioco. Nella Russia del 1820 succedeva anche questo, in fondo è successo anche a Puškin, l'autore di quello splendido poema che è Evgenij Onegin, ripreso da Ciajkovskij per il suo altrettanto splendido dramma lirico, in scena al Carlo Felice da venerdì fino al 1 giugno, in un allestimento del nostro teatro in coproduzione con Opera de Lyon (dove ha debuttato l'anno scorso), con la direzione di Juanjo Mena e la regia originale di Peter Stein realizzata da Georges Gagneré. E proprio la scena del duello pare sia uno dei momenti più emozionanti cui assisteremo, speriamo senza strane sorprese, visto che nel foyer è ancora in corso la mostra di armi da duello originali (chissà se ancora funzionanti!). Il direttore ospite, che è alla sua prima opera a Genova, non lesina entusiasmo nel presentare Onegin; «Un capolavoro, basti pensare alla scena della lettera di Tat'jana, quella del duello e quella dell'aria di Lenskij: tre momenti di grande poesia musicale, che non fanno altro che aggiungersi a pagine magistrali, sotto tutti i punti di vista». Sarà un Onegin «per nostalgici», con una regia rispettosa della tradizione e incentrata sul carattere dei personaggi, quelli che amano e che hanno slanci musicali appassionati (Tat'jana e Lenskij - interpretati da S. Vassileva e la seconda P. Orciani e da D. Korchak), quelli che sono amati, musicalmente più artefatti (Ol'ga e Onegin - M. Pardo e F.M. Capitanucci) e quelli che circondano i protagonisti; con un appunto in più su Onegin, che non fa una bella figura, del resto ce ne accorgiamo anche dal freddo trattamento che sullo spartito gli ha riservato lo stesso Ciajkovskij.
Un cast giovane e brillante, quasi tutti al debutto di ruolo, che nelle prove ha cercato il vero «sentire» russo; mimi e ballerini (coreografia di L. Hockey ripresa da M. Barrucand), che saranno supportati dalle doti del coro, vero protagonista danzante delle feste da ballo sul palcoscenico. Per questa volta non si profilano inghippi dell'ultima ora e la «prima» è pronta ad andare in scena; sempre meglio però incrociare le dita, non si sa mai che a teatro qualcuno lanci la sfida a ben altro (ed ennesimo) duello.