Il duello infinito tra Roma e Inter finisce nella coppa

All’Olimpico blindato dalla polizia l’ultimo atto. Ma la lega punta sul fair play e organizza un brindisi tra le due squadre a fine partita

da Roma

Da un lato i timori di una serata ad alto rischio, dopo il finale di campionato da brividi che ha riacceso gli animi. Dall’altro la speranza di una festa, con tanto di fair play tra le due squadre programmato dalla Lega. Non ultima, l’illustre presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, che parteciperà alla consegna di trofeo e medaglie.
L’atto finale della Coppa Italia (edizione 60, come sarà evidenziato da un logo sulle maglie dei giocatori) ha per la quarta volta consecutiva gli stessi attori protagonisti - Roma e Inter - ma con un palcoscenico diventato unico: l’Olimpico. In campo, per l’ultima puntata della sfida a due senza fine, non ci saranno Totti e Ibrahimovic (colpa del solito ginocchio), né gli squalificati Materazzi e Cruz (puniti per le «intemperanze» in semifinale) e l’infortunato Taddei. Sugli spalti, tifoserie accuratamente divise: parte nord riservata agli interisti (non più di 15mila), parte sud ai tifosi giallorossi (dovrebbero essere 40mila con l’ultimo blocco di biglietti venduti ieri). In mezzo spazi cuscinetto con 500 steward presi in «affitto» da Roma e Lazio.
I responsabili dell’ordine pubblico hanno dato fiducia ai tifosi, consci di non poter creare limitazioni a una partita che avrà visibilità internazionale. Ecco che bisognerà tenere gli occhi aperti, tra possibili «puncicate» (le coltellate con le quali gli ultrà si divertono a lasciare il «segno» sugli avversari) e imprevisti arrivi di gruppetti sciolti di tifosi. Lavoro di intelligence, controllo di blog, siti internet e radio private e oggi 2000 agenti vigileranno sulle zone a rischio. Già da ieri è in atto la bonifica dell’impianto e degli spazi antistanti l’Olimpico.
Un piano studiato nei minimi dettagli, così come il protocollo della Lega calcio per il post partita. Verrà sperimentato un cerimoniale sul modello della Champions con due momenti di fair play: prima il corridoio d’onore con cui vincitori e vinti si renderanno omaggio al momento della premiazione sotto la tribuna autorità; poi calciatori e dirigenti dei due club si incontreranno in una sala dello stadio per un brindisi. «Anche le due tifoserie dovrebbero applaudirsi a vicenda», l’auspicio del presidente Matarrese. In prima fila, nell’appello per stemperare le tensioni ed evitare possibili scontri, i due capitani Javier Zanetti e Francesco Totti. «Siamo sicuri che sapremo dar vita, tutti insieme, ad un grande spettacolo e a una grande serata di sport», il loro messaggio. «La gara non sarà una vendetta o una rivincita, non sarà nulla che possa portare all’esasperazione, dovrà essere una festa e sono contento che ci possano essere anche i tifosi dell’Inter», aggiunge Luciano Spalletti che parla di giallorossi «secondi, ma ugualmente vincenti». «Inter scarica per lo scudetto? Non credo. Siamo due squadre forti e ne daremo una nuova dimostrazione, vinca il migliore».