«Il duello con l’Unione? Come Fiorentina-Juve»

Il presidente della Camera: «Casa delle libertà sfavorita nel pronostico ma possiamo ancora rimontare e vincere»

da Roma

Uno svantaggio in classifica non vuol dire essere destinati alla sconfitta. La vittoria non è una missione impossibile per la Casa delle libertà e per spiegarlo Pierferdinando Casini richiama il gioco del calcio.
«Siamo un po’ come quando la Fiorentina va a giocare contro la Juve - dice il presidente della Camera -. Il pronostico forse ci vede perdenti ma con un potenziale come quello che abbiamo noi possiamo vincere». Insomma la partita con l’Unione è ancora tutta da giocare e Casini, una delle tre punte, è pronto a combattere fino in fondo. La terza carica dello Stato in visita alla comunità Incontro di Don Pierino Gelmini ad Amelia, usa toni scherzosi per dire cose serie: il centrodestra non intende regalare la vittoria all’opposizione. E, usando sempre la metafora calcistica, il presidente della Camera non si sottrae alla domanda-tormentone sulle cosiddette tre punte.
«Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, anzi visto che qui piove, non c’è nulla di nuovo sotto la pioggia. Si tratta di lavorare, di rimboccarsi le maniche e di rimontare perché siamo in svantaggio ma non significa nulla - dice Casini-Mi auguro che, in spirito di competizione e collaborazione, con Berlusconi si marci divisi per colpire uniti». Casini comunque in precedenza aveva giudicato positivamente la disponibilità di Silvio Berlusconi ad un confronto televisivo non solo con Romano Prodi, ma anche con Piero Fassino e Francesco Rutelli, confermando di essere anche lui disponibile ad un confronto tv perché, aveva spiegato «con Berlusconi e Fini faremo un gioco di squadra, ma una cosa deve essere chiara: lavoreremo a tutto campo».
Casini scherza ancora dopo che Don Gelmini per errore lo “promuove” presidente della Repubblica: «Si tratta soltanto di un semplice lapsus», commenta. Poi cambia tono quando affronta il tema della droga.
«La cocaina dei quartieri alti va combattuta come la droga di tanti ragazzi disperati che sono qui oggi», osserva Casini rivolgendosi ai ragazzi della Comunità Incontro. «Non esiste l’idea che si possa convivere con la droga. La legalizzazione è una grande illusione, ci sarebbe comunque un mercato nero - dice -. Ci sarebbe la licenza di drogarsi per tutti e credo che la battaglia a quel punto non si vincerebbe molto facilmente».
Il presidente della Camera dunque è nettamente contrario all’antiproibizionismo, rispetto a qualsiasi stupefacente in qualsiasi ambiente se ne faccia uso. Bocciata pure la strada più volte indicata dal centrosinistra: la riduzione del danno, la somministrazione di eroina da parte delle strutture sanitarie pubbliche e anche la depenalizzazione dell’uso personale e delle droghe leggere. «La strada della minima quantità e della legalizzazione rappresenta una prospettiva inaccettabile - aggiunge -. Perché crea un varco pericoloso nella coscienza di quanti sono caduti nella tragedia della droga e per i quali la possibilità di procurarsi legalmente sostanze stupefacenti può costituire una oggettiva attenuante».