Duello tv in New Hampshire:Romney sempre più forteRon Paul bacchetta Santorum

Mentre i suoi rivali si azzuffano Romney attacca Obama: "Vuole farci diventare come l'Europa". Ron Paul con due battute gela Santorum ("hai votato tutte le leggi di spesa in parlamento") e Gingrich ("non hai fatto il militare"). Tutti contro i matrimoni gay. VIDEO

I candidati alle primarie repubblicane si sono sfidati in un nuovo dibattito trasmesso in diretta tv. Il "duello" è avvenuto al St. Anselm College di Goffstown, nel New Hampshire, dove si vota martedì. A vincere la sfida, a detta di tutti, è stato Mitt Romney. Più che altro perché i suoi sfidanti non sono stati in grado di metterlo in difficoltà e lui è andato liscio, senza troppi problemi, concentrandosi su Obama più che su chi lo insegue. L'ex governatore del Massachusetts è apparso rilassato, sicuro di sé, forte anche dei sondaggi che lo vedono in testa nello "stato di granito", anche se la  sfida tosta sarà quella del 21 gennaio, nella South Carolina: dal 1980 chi vince nello Stato di Charleston e Columbia conquista la nomination. Il dibattito di sabato è spaziato dai temi etici, quali i matrimoni gay, l'aborto e la contraccezione, fino alle guerre. Non è mancata, ovviamente, l'economia, argomento dominante in questa lunga campagna elettorale.

Tutti contro i matrimoni gay

"Sono per il matrimonio fra uomo e donna ma senza rendere infelice la vita degli altri", ha detto Newt Gingrich accennando una minima apertura nei confronti dei diritti degli omosessuali. Rick Perry ha ridadito di "essere per la Costituzione" (che parla di matrimonio fra uomo e donna, ndr). Stessa linea quella dell'ultraconservatore Rick Santorum: "La Costituzione non parla di nozze gay". Capitolo chiuso? Non proprio. Jon Huntsman, ex governatore dello Utah: "Il mio matrimonio non si sentirebbe minacciato da un'unione civile". E Romney? Per lui, come per Gingrich e Ron Paul, i gay dovrebbero avere dei diritti legali fondamentali, ma non quello di sposarsi. Romney ha aggiunto che le coppie gay potrebbero crescere bene dei figli, anche se è meglio che i genitori siano di sesso diverso. Tenendo conto della base conservatrice del Gop ha subito chiarito che i matrimoni gay potrebbero essere forieri di gravi problemi educativi.

Presidente o amministratore delegato?

L'unico momento nel dibattito in cui Romney si è dovuto difendere da un attacco è stato quando Santorum ha detto, polemizzando, che "il comandante in capo di questo paese (il presidente, ndr) non è un amministratore delegato. E' qualcuno che deve guidare e ispirare". Lui ha replicato così: "Credo che chi passa la vita a Washington non capisca cosa accade là fuori nel mondo dell'economia reale". Poi ha aggiunto: "Credono che chi dà vita a imprese è solo un manager, ma la mia esperienza è nella leadership". Un modo come un altro per ribadire che lui, prima che un politico, è un uomo del fare. E che questo non è un difetto ma un pregio e una grande opportunità per gli Stati Uniti.

Tutti contro tutti

Gli altri candidati si sono attaccati fra loro, sgambettandosi per conquistare il "secondo posto". Ron Paul ha duramente attaccato Santorum, dicendo a chiare lettere che l'ex senatore della PennSylvania è uno "spendaccione" di Washington": "Hai sempre votato tutte le leggi di spesa in parlamento". Poi ha decisamente alzato il tiro accusandolo di essere corrotto, per aver ricevuto del finanziamenti da alcuni lobbisti. Santorum non ha perso la calma e ha ribattuto: "Non è vero, sono accuse false mosse dalla Crew, un'organizzazione non credibile. Se non sei attaccato da Crew non sei un buon conservatore". A quel punto Perry si è buttato nella mischia cercando di approfittarne: "Basta con gli insuder di Washington o di Wall Street (Santorum e Paul da un lato, Romney dall'altro, ndr)". Paul ha preso di mira anche Gingrich, ricordandogli che non ha fatto il servizio militare mentre lui, pur avendo moglie e due figli, ha indossato la divisa dell'Aviazione. Forte dei suoi trascorsi militari il candidato ultraliberista del Texas ha attaccato i suoi rivali che non hanno mai portato le stellette (tutti tranne Perry).

Romney, Obama e l'Europa

Approfittando del clima surriscaldato e dei battibecchi tra i suoi sfidanti Romney si è concesso il "lusso" di prendere di mira Obama: "Queste elezioni sono sull'anima dell'America, sul suo futuro". Sottinteso: vanno al di là del lavoro e dei conti pubblici. "Riuscirà - si è chiesto Romney - a restare una nazione speciale?". Poi la stoccata al presidente: "Vuole farci diventare come l'Europa".