Duello tv in pareggio Hillary insegue Obama

Sostanziale parità nel confronto televisivo di Cleveland prima delle primarie decisive del 4 marzo in Texas e Ohio. Il senatore di colore è in vantaggio secondo tutti i sondaggi: la Clinton sembra spacciata

Cleveland - Nessun colpo decisivo all’avversario e quindi sostanzialmente un verdetto di parità. Così i media americani giudicano in linea di massima il dibattito di ieri sera a Cleveland tra Hillary Clinton e Barack Obama. Ma un simile risultato finisce in realtà col favorire Obama, ovvero il candidato democratico alla Casa Bianca che in questo momento è considerato il frontrunner. "Nessuno dei due ha saputo dare un knockout e neppure un knockdown" scrive ad esempio il Washington Post, dando poi la sua valutazione: "Questo è un buon segno per Obama" che si è presentato come il candidato in testa e poteva ragionevolmente accontentarsi di mantenere questa posizione, senza bisogno di incrementarla ancora.

Strategie La Clinton - secondo la valutazione della stampa - ha cercato di dirigere il dibattito verso quelli che ritiene i suoi punti di forza, dalla riforma sanitaria alla inesperienza del suo rivale specie per quanto riguarda la politica estera. Ma Obama ha saputo rintuzzare gli attacchi. Sul pasticcio dell’appoggio ricevuto dal controverso Louis Farrakhan, ha schivato il colpo della Clinton ed ha dato una risposta inequivocabile: "Respingo e denuncio" il sostegno di Farrakhan, dipinto come esponente di quel vecchio modo di fare politica che egli vuole cambiare.

Difese Hillary d’altra parte si è saputa difendere sull’Iraq: vero che si pronunciò nel 2002 a favore della guerra schierandosi con Bush mentre Obama disse che era contrario. Ma poi - ha sottolineato l’ex first lady - anche Obama votò i finanziamenti per la guerra. Insomma disse una cosa e ne fece un’altra. Un dibattito, viene sottolineato, che lascia le cose come stanno a pochi giorni dalle cruciali primarie di Ohio e Texas. Nessuno spostamento dei sondaggi - tutti a netto favore di Obama - è previsto. E - come nota il New York Times - tra gli elettori democratici oltre il 70 per cento ritiene ormai che sarà Obama il prescelto dal partito per la corsa alla Casa Bianca. Tra i i repubblicani la percentuale sale addirittura all’82 per cento.