Duemila jihaidisti entrati a Gaza con armi e razzi

da Gerusalemme

Almeno 2.000 arabi, in maggioranza egiziani, sono entrati a Gaza nei giorni scorsi per combattere la «guerra santa» (Jihad) contro Israele, approfittando delle brecce aperte dal movimento islamico Hamas nella barriera sul confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Maan.
L’obiettivo dichiarato di questi arabi, scrive l’agenzia, è quello di unirsi ai miliziani di Hamas nella lotta contro Israele e hanno portato con loro ingenti quantità di esplosivo e di armi di vario tipo, come razzi anticarro dell’ultima generazione. A questi arabi, prosegue Maan, occorre aggiungere un numero imprecisato di iraniani entrati a Gaza per offrire «assistenza tecnica» al braccio armato di Hamas e alla Jihad islamica, organizzazione palestinese che da sempre mantiene stretti rapporti con l’Iran.
Fonti dei servizi di sicurezza dell’Autorità nazionale del presidente Abu Mazen accusano Hamas, che dallo scorso giugno ha il pieno controllo di Gaza, di «aver trasformato Gaza in un centro per la Jihad globale» e riferiscono della presenza nella Striscia anche di cellule qaidiste.