Duisburg, alle famiglie le salme degli assassinati

Proseguono le indagini sulla strage di Ferragosto durante la quale sono stati uccisi sei italiani. Le salme sono state riconsegnate alle famiglie. Ma ora è polemica sui funerali: i genitori vogliono esequie pubbliche, gli investigatori private. E i media tedeschi avvertono: "Non siamo più solo un rifugio per la mafia"

Duisburg - Tornano alle loro famiglie le salme dei sei italiani uccisi durante il regolamento di conti tra clan calabresi noto come "strage di Ferragosto" davanti al ristorante "Da Bruno" a Duisburg, nella Germania occidentale. Lo rende noto un comunicato emesso in mattinata dalla polizia tedesca. Ancora non è stata resa pubblica la data e il luogo di sepoltura dei sei assassinati: Francesco e Marco Pergola, Marco Marmo, Tommaso Venturi, Francesco Venturi e Sebastiano Strangio.

Germania, non solo rifugio per la mafia La vendetta di San Luca, che ha visto coivolti i Nirta-Strangio da una parte e i Vottari-Pelle-Romeo dall'altra, ha scatenato l'ansia nei media tedeschi. Oggi, il settimanale Der Spiegel, titola: "Vendetta sul Reno". Perché la strage di Duisburg sarebbe, secondo gli inquirenti tedeschi, la prova evidente che la mafia italiana non utilizza più la Germania solo come rifugio: da anni ha costruito le sue basi in tutta la Repubblica federale tedesca, dalle quali poter gestire i suoi traffici di droga e il riciclaggio di denaro.

I funerali La Prefettura e la Questura di Reggio Calabria stanno valutando le misure di sicurezza da adottare per svolgere i funerali delle sei persone uccise nella strage di Duisburg. Prima di adottare i relativi provvedimenti si attende di conoscere la data in cui avranno luogo i funerali, che dovrebbero svolgersi per tutte e sei le vittime della strage in Calabria. In questo senso sono continui i contatti tra il prefetto di Reggio, Francesco Antonio Musolino; il questore, Antonino Puglisi, ed il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Antonio Fiano. Tra le eventuali prescrizioni previste per i funerali, il divieto di svolgere esequie pubbliche ed il corteo funebre. Ma le famiglie degli uccisi protestano.

La famiglia di una delle vittime I genitori di Francesco Giorgi, di 16 anni, il più giovane delle vittime della strage di Duisburg vogliono per loro figlio un funerale "normale". Teresa e Giovanni Giorgi sono a San Luca e attendono notizie su quando la salma di loro figlio potrà rientrare in Italia. "Non abbiamo niente da nascondere - ha detto Giovanni Giorgi - e quindi non capiamo perché si debbano fare dei funerali privati. Mio figlio non ha fatto niente di male e quindi far svolgere i funerali in forma privata la troviamo una decisione ingiusta". "Noi abbiamo perdonato - sostiene Teresa Giorgi - ed ora chiediamo che in questo paese i cuori si aprano alla pace ed alla serenità. Vorremmo però che nostro figlio Francesco riceva un ultimo saluto da tutti coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene".

Reggio Calabria al centro delle indagini Intanto l'attività investigativa si risposta in Italia, nella Locride. Il pool di investigatori italiani che lavora in Germania in collaborazione con la polizia tedesca è stato potenziato. Il ruolo del presidio di Duisburg è anche quello di mantenere un contatto continuo con gli inquirenti italiani per tenerli costantemente aggiornati sugli sviluppi delle indagini.