Duomo, a fine anno si scopre la facciata

Usati 250 metri cubi di marmo di Candoglia e 20 milioni di euro

Fra dieci settimane i milanesi torneranno a vedere il Duomo.
Si avvia alla conclusione il restauro della facciata cominciato nel gennaio 2003. Dopo poco più di cinque anni di lavoro la Veneranda Fabbrica del Duomo rimuoverà, entro maggio, tre porzioni del ponteggio, rendendo visibile l’80 per cento della superficie totale. L’intera facciata tornerà libera dalle impalcature agli occhi dei milanesi e dei tanti turisti che, spesso, affollano la piazza. All’inizio dei lavori la facciata presentava diverse problematiche estetiche, strutturali e statiche, alle quali è stato posto rimedio con l’impiego di cinquanta tecnici specializzati e un ponteggio di 7mila metri quadri distribuiti su 65 metri d’altezza. Questo intervento, però, è solo l’ultimo di una lunga serie di opere di manutenzione e di restauro di cui il Duomo ha avuto bisogno. Come per tutti i gioielli dell’architettura, il rischio di danni irreversibili è molto alto e può essere causato da diversi fattori:l’invecchiamento, le intemperie, la presenza dei piccioni, le vibrazioni del traffico e, come sempre a Milano, l’inquinamento. Ma il restauro, ovviamente, non si esaurisce solamente con i 3500 mq della facciata, sebbene sia questa a illuminare la piazza con il suo splendore. Fin dal 1999 le guglie e gli archi rampanti del lato Sud sono soggetti a lavori di rifacimento e consolidamento, mentre, all’interno della cattedrale, è in corso dal 2006 il restauro della pavimentazione del Tornacoro. Lavoro a 360 gradi, quindi, che richiede «una grande responsabilità culturale, civile e storica», dicono gli esperti della Veneranda Fabbrica del Duomo. Tutti questi inteventi si sono susseguiti nel corso degli anni grazie all’impegno della Veneranda Fabbrica del Duomo che dal 1387 si prende cura della «salute» del monumento e mette a disposizione i suoi 130 dipendenti, distribuiti in differenti settori, mantenendo la propria autonomia gestionale, operativa e finanziaria. Fino a oggi, il cantiere ha utilizzato oltre 250 metri cubi di marmo di Candoglia, un tempo estratto per la costruzione del Duomo e oggi utilizzato per il restauro della sua facciata che ha interessato quasi tremila elementi strutturali e decorativi, tra statue e bassorilievi. Sono, inoltre, programmati, per il triennio 2008-2010, ulteriori lavori, sia all’esterno che all’interno, e l’avvio del cantiere del nuovo Museo del Duomo. «Uno sforzo umano e tecnologico immenso» che, secondo la Veneranda Fabbrica, richiederà oltre 20 milioni di euro.