«Duopolio coordinato tra Rai e Mediaset»

da Milano

«Le quote di mercato detenute dai gruppi Rai e Rti (la società titolare delle concessioni tv del gruppo Mediaset, ndr) sono rispettivamente il 47% e il 39%. Inoltre le quote di mercato detenute dalle due imprese sono rimaste costanti nel tempo e risultano notevolmente superiori rispetto alle quote detenute dai concorrenti». L'Autorità per le tlc lo scrive nella bozza di provvedimento che chiude l'analisi del mercato dei servizi di diffusione tv. Rileva che «la presenza di uno stabile contesto di duopolio coordinato e la difficoltà dei concorrenti a porre in atto adeguate forme di reazione, appaiono idonee a far ritenere una posizione dominante collettiva in capo a Rai e Rti». Tra l'altro, l'autorità rileva anche un «coordinamento tacito» tra i due gruppi tv concorrenti. Ciò deriva dalla «presenza di elevate quote di mercato, di forti ostacoli all'accesso, di scarsa elasticità della domanda» e, simmetricamente «dall'assenza di sovracapacità, di concorrenza potenziale» nonchè dai «forti vincoli legislativi e regolamentari» e dall'«integrazione verticale di tutti gli operatori». Non sono stati invece rilevati problemi di concorrenza per il nuovo mercato della tv digitale terrestre, né nel mercato della radio. L'analisi rientra tra quelle richieste dall'Ue per 18 distinti mercati individuati da Bruxelles. L'autorità rileva, tra gli altri argomenti, che «la sostenibilità nel tempo del coordinamento tacito tra Rai e Rti deriva sostanzialmente dal fatto che i due operatori sono verticalmente integrati con i propri fornitori di contenuti», e che «i comportamenti coordinati dipendono dal comune interesse a conservare e consolidare le rispettive posizioni di mercato a valle nella raccolta delle risorse pubblicitarie». Secondo l'autorità, «finché permangono le condizioni descritte non vi è alcun interesse per i due operatori a discostarsi dalla comune linea di azione volta a non indebolire le rispettive posizioni nel mercato a valle della raccolta di risorse televisive».