Duplicate le tavolette di Bagdad

Storici e archeologi potranno studiare le tavolette di argilla cuneiformi anche da
lontano senza perdere alcun particolare. Sono state riprodotte delle copie grazie a una tecnica sperimentata dall'Enea in collaborazione con l'Università di Pisa

Pisa - Il Museo delle antichità di Bagdad è ancora inaccessibile agli studiosi occidentali, ma da oggi storici e archeologi potranno studiare le tavolette cuneiformi anche da lontano senza perdere alcun particolare. A renderlo possibile una tecnica sperimentata dall’Enea insieme all’Università di Pisa grazie ad un progetto (denominato “Duplicazione e rinascita”) che ha consentito anche il completamento della catalogazione. In pratica le tavolette di argilla e i reperti archeologici che riportano iscrizioni in cuneiforme sono state riprodotte.

Il progetto apre anche nuovi orizzonti, perché la tecnica sperimentata per l’Iraq potrà essere usata per tutti gli altri oggetti d’arte ritenuti troppo delicati per essere spostati dalla loro sede. Il progetto, diretto dal professor Claudio Saporetti, docente di Assiriologia del dipartimento di Scienze storiche del mondo antico dell’università di Pisa, ha comportato la catalogazione informatica di circa ventimila reperti e tavolette in carattere cuneiforme delle antiche civiltà mesopotamiche conservate nell’Iraq Museum di Bagdad.

Il lavoro è stato fatto solo sui pezzi già pubblicati e in libri e riviste scientifiche da cui è stato possibile trarre dati e foto, poiché raggiungere direttamente Bagdad per lavorare sugli originali non è permesso nelle attuali condizioni di sicurezza. La catalogazione informatica servirà anche per evitare che il prezioso patrimonio storico possa disperdersi, dopo che negli anni scorsi, in seguito ai bombardamenti su Bagdad, il museo era stato saccheggiato.