LA DURA LINEA ROSSA CONTRO I DELINQUENTI

Istruzioni per l’uso finali. Questo è il terzo di tre brevi articoli-fotocopia dove si dà conto del comportamento della sinistra ligure e di un’altra sinistra. Per esempio, quella di Bagnacavallo. Bagna che? E’ un paese in provincia di Ravenna dove, oltre ad aver avuto la gioia di sposare mia moglie Loredana, mi è capitato qualche giorno fa di passare una gradevolissima serata Interclub dei Rotary di Faenza e Lugo, uniti per l’occasione. Più di cento persone che mi hanno raccontato tante storie. Storie di Romagna profonda, storie di paesi dove la demagogia non ha diritto di cittadinanza. Tanto che la storia più interessante me l’ha raccontata Laura Rossi, che di Bagnacavallo è il sindaco, alla guida di una delle giunte più rosa d’Italia. Ma anche più rossa. Lì i Ds hanno percentuali bulgare, ai confini dell’ottanta per cento. E bisogna riconoscere che, spesso, se lo meritano. Bagnacavallo è amministrata benissimo. E l’opposizione è seria e costruttiva. Insomma, una specie di paradiso terrestre dei sindaci.
Ultimamente, ad avvicinare ancor più questo centro ravennate al paradiso terrestre ha contribuito la linea dura del Comune contro gli immigrati che facevano confusione, bevevano e non lavoravano. Porte spalancate, ad esempio, ai centrafricani che si sono integrati alla perfezione nel tessuto sociale della città. Ma linea durissima - nel rispetto della legalità, ovviamente - nei confronti dei maghrebini che non avevano il minimo concetto del rispetto degli altri. Controlli dei vigili, rispetto meticoloso di leggi e regolamenti, moral suasion per far capire che chi non stava alle regole non era gradito.
Risultato: chi non stava alle regole, dopo un po’, ha abbandonato Bagnacavallo, alla ricerca di paesi e città meno attenti alla legalità. Se sono venuti a Genova, ad esempio, si sono fermati di sicuro. È tanto difficile importare anche da noi il modello Bagnacavallo? Domande.