Durban II, approvata la dichiarazione finale Israele: Iran come Hitler

Adottata per
acclamazione al dichiarazione finale sul razzismo. Obama condanna Ahmadinejad, ma esorta a "continuare il dialogo". Oggi Israele si è fermata in memoria della Shoah

Gerusalemme - Dopo la "tempesta Ahmadinejad" di ieri, oggi a Ginevra i partecipanti alla Conferenza dell’Onu hanno adottato per acclamazione al Dichiarazione finale sul razzismo. La seconda giornata ha visto di nuovo al lavoro le delegazioni dei Paesi europei che ieri avevano lasciato i banchi in segno di protesta per le parole incendiarie del presidente iraniano che aveva accusato Israele di essere "un governo razzista nel cuore del Medio Oriente". In mattinata, per ricordare i sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti l’intero Paese stamani si è fermato per due minuti di raccoglimento mentre in tutto il territorio risuonavano le sirene.

Lo sdegno contro Ahmadinejad Alle solenni cerimonie nazionali (a cui ieri hanno partecipato le massime cariche istituzionali) si è sovrapposta quest’anno la ondata di sdegno per l’intervento ieri alla Conferenza dell’Onu sul razzismo del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Le consuete cerimonie del Yom ha-Shoah (la giornata dell’ Olocausto) si svolgono dunque in un clima di particolare indignazione. "L’Iran è come la Germania di Hitler", ha detto il vicepremier d’Israele Silvan Shalom in visita all’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau, nel sud della Polonia. Shalom è giunto ad Auschwitz per partecipare alla XVIII edizione della Marcia dei vivi organizzata in occasione della Giornata della memoria per le vittime dell’Olocausto.

Obama: "Condanna per Iran ma continuare il dialogo" Anche dal presidente Barack Obama è arrivata una ferma condanna per le affermazioni fatte ieri dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad su Israele durante la Conferenza Onu sul razzismo a Ginevra ma ha anche detto di voler continuare il tentativo di un dialogo con Teheran.

Ahmadinejad accolto in Iran come un eroe Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha, invece, avuto un’accoglienza da eroe al ritorno questa mattina a Teheran dopo i suoi nuovi attacchi ad Israele. Al presidente sono stati offerti fiori e una folla di studenti militanti fondamentalisti ha gridato ripetutamente lo slogan: "Morte all’America". "Prenderò parte a tutte le conferenze internazionali - ha affermato Ahmadinejad - nonostante il volere dell’Occidente". E dall'Occidente arriva una dura condanna da Bruxelles che, però, apre alla nuova bozza ora sul tavolo. I 23 Stati membri presenti precisano che "non hanno particolari difficoltà di sostanza sulla bozza del documento conclusivo" e sono pronti a dare il proprio assenso durante la sua adozione venerdì.

Il Vaticano attacca l'Iran Nuova condanna del Vaticano alle posizioni del presidente. "La Santa Sede - si legge in una dichiarazione diffusa - deplora l’utilizzazione di questo forum dell’Onu per assumere posizioni politiche, estremiste e offensive, contro qualsiasi stato. Ciò non contribuisce al dialogo e provoca una conflittualità inaccettabile. Si tratta, invece di valorizzare tale importante occasione per dialogare insieme, secondo la linea di azione che la Santa Sede ha sempre adottato, in vista di una lotta efficace contro il razzismo e l’intolleranza che ancor oggi colpiscono bambini, donne, afro-discendenti, migranti, popolazioni indigene, ecc. in ogni parte del mondo. La Santa Sede, mentre rinnova l’appello del Papa, assicura che con tale spirito la sua delegazione è presente e lavora alla conferenza".