Durban II, il Vaticano parteciperà al summit

Confermata la presenza della Santa Sede alla Conferenza Onu sul razzismo 'Durban II' che
si terrà a fine aprile a Ginevra. Ieri l'Italia aveva ritirato la
propria delegazione a causa delle "frasi aggressive di tipo
antisemita" presenti nella bozza. Anche la Francia non segue Roma

Bruxelles - Il Vaticano parteciperà alla Conferenza Onu sul razzismo 'Durban II' che si terrà a fine aprile a Ginevra. A confermarne la presenza monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente presso le Nazioni Unite. L’Italia aveva annunciato, ieri, di aver ritirato la propria delegazione a causa delle "frasi aggressive di tipo antisemita" contenute nella bozza di dichiarazione.

Il Vaticano al summit Rispetto alle perplessità su un eccesso di critica allo Stato di Israele, il nunzio vaticano presso l’Onu di Ginevra ha osservato che "bisogna vedere quale sarà il testo definitivo". "In questi giorni - ha aggiunto - si sta lavorando ad una nuova bozza più breve e con modifiche. Si deve andare avanti con cautela, vedendo se certe obiezioni saranno accolte". Quanto alla posizione del Vaticano, "noi - ha spiegato monsignor Tomasi - siamo contro tutte le forme di discriminazione , che riguardino un individuo, una religione o uno Stato". "Bisogna cercare in modo equilibrato di costruire una convivenza nel dialogo e nel rispetto dei diritti umani di ogni persona", ha concluso. Il 18 febbraio scorso, la delegazione della Santa Sede, insieme ai paesi africani e ai paesi musulmani, aveva votato contro un riferimento esplicito alle discriminazioni contro gli omosessuali.

La Francia non ritira la delegazione La Francia ha affermato di voler partecipare alla preparazione della conferenza dell’Onu e ha invocato una posizione comune europea sulla questione della partecipazione, dopo aver preso atto della decisione dell’Italia di non prendervi parte. "Abbiamo preso nota dell’annuncio italiano - ha detto il portavoce del Quai d’Orsay, Eric Chevallier - in questa fase pensiamo che sia importante far parte del processo di preparazione e vedremo come va". "Pensiamo che sia importante essere all’interno del processo di preparazione di Durban - ha sottolineato il portavoce - per far sì che non degeneri in tensioni invece di andare verso la difesa dei diritti umani". Ai giornalisti che gli chiedevano se la Francia auspichi che i 27 dell’Ue prendano posizione sulle condizioni di una loro partecipazione, Chevallier ha risposto che è proprio questo che Parigi vorrebbe: "Vedremo se si potrà privilegiare una posizione europea". Il primo ministro francese, Francois Fillon, aveva detto lunedì che la Francia non avrebbe accettato "una stigmatizzazione di Israele" e che era pronta a "ritirarsi" dalla conferenza.