Durham ritrova De Piscopo

Paolo Bertuccio

Viene da Philadelphia ma vive a Isola del Cantone; ha quasi settant'anni ma è attivo ed entusiasta come un ragazzino. Bobby Durham è un libro vivente sulla storia della musica americana. Da dietro i tamburi della sua batteria li ha conosciuti tutti, tra collaborazioni, turni in studio d'incisione, tournées o semplici suonatine tra amici: Frank Sinatra e Count Basie, James Brown e Dizzie Gillespie, Oscar Peterson, Marvin Gaye e Ray Charles. I giri della vita lo hanno portato in Italia, dove da anni suona con il pianista genovese Massimo Faraò, ed è forse per ringraziare dell'ospitalità il piccolo comune dell'entroterra in cui ha preso casa che Durham organizza da tre anni il festival Isola Jazz che, partito come un semplice esperimento, sta gradualmente riuscendo a diventare un appuntamento fisso nell'agenda dei jazzofili. E anche quest'anno, il 20, 21 e 22 luglio, torna la tre giorni di concerti nell'area dell'ex scalo ferroviario isolese con uno schema ben collaudato, e cioè la presenza fissa del creativo batterista e cantante statunitense e dell'inseparabile Faraò affiancati di sera in sera da svariati amici per spettacoli altamente emozionanti.
E il primo di questi amici, protagonista della serata di giovedì, non può lasciare indifferenti nemmeno i profani: stiamo parlando di Tullio De Piscopo, artista noto per alcune fortunate digressioni nel campo della musica pop come la canzone-tormentone «Andamento lento», ma prima di tutto estrosissimo percussionista jazz. Il musicista napoletano incrocerà le bacchette con Bobby Durham per una serata di travolgenti acrobazie percussionistiche, con la partecipazione al contrabbasso del genovese Aldo Zunino. De Piscopo già questa sera, alle 21.30, sarà in piazzetta a Portofino per un concerto con la Blues Brass Band.
Venerdì 21 sarà la volta di un altro batterista, stavolta un insospettabile: Vincenzo Failla, attore, noto per il ruolo di medico legale nella fiction «La Squadra», ma con un passato da professionista anche nel campo musicale. Il contributo bassistico stavolta sarà di Carmelo Leotta, un nome ormai affermato negli ambienti jazzistici italiani. Leotta sarà presente anche sabato 22, nella serata finale, quando protagonista sarà la voce di Harriet Lewis, scatenata cantante gospel americana dalla presenza scenica esuberante, come del resto è quella di Bobby Durham. Sarà una bella e piacevole lotta.