Duval-Leroy, uno Champagne al femminile

U no Champagne personalizzato? Se po' ffa', come dicono a Roma. Lo propone Duval Leroy, maison più che centenaria (è stata fondata nel 1859), che da qualche anno propone a chef e appassionati (certamente facoltosi) la formula sûr mesure. L'idea è che chi sia disposto a spendere qualche decina di migliaio di euro può trascorrere un paio di giorni nella maison e lavorare a stretto contatto con la chef de cave Sandrine Logette-Jardin per degustare i vari vin claires (le basi), scegliere il proprio liqueur de tirage e comporre la propria cuvée. Che verrà spedita in seicento bottiglie con etichetta personalizzata per i propri clienti o i propri amici.

Non è questa l'unica caratteristica che rende Duval-Leroy una maison particolare nella Champagne. c'è ad esempio un autentico destino «rosa», ove non ci si riferisce alla tipologia di vino. La maison è dal 1991 - da quando morì il marito Jean-Charles - guidata con classe ma mano ferma da Carol Duval-Leroy, che oggi è aiutata dai tre figli ma è comunque il punto fermo, e dalla già citata Sandrine in cantina, l'unica chef de cave donna di tutta la Champagne.

E poi ci sono ovviamente i vini. Nella carta DL - che produce oltre cinque milioni di bottiglie all'anno, c'è ampio spazio per lo Chardonnay della Côte des Blancs. Il Brut «base» è gradevole e scolastico, vera porta di ingresso al complesso mondo dello Champagne. Ma sono i millesimati a dare le gioie più intense: il Blanc de Chardonnay, la Cuvée Neiman e soprattutto il vino top, che non poteva non chiamarsi Femme. Uno Chardonnay quasi in purezza (c'è una piccola percentuale di Pinot Nero) che esprime tutta la femminilità di madame Carol. Trascorre un decennio in cantina e ne esce sontuoso eppure nervoso e fresco. Magnifique.