La Dz Bank punta sulla Genova della finanza

«Io, genovese e innamorato della mia città, sarei felicissimo se Genova tornasse a interpretare il ruolo di piazza finanziaria importante. Ma questo, per ora almeno, resta solo un auspicio. In ogni caso, guarderò con attenzione e interesse alle prospettive di crescita della Liguria e del suo capoluogo»: Niccolò Ravano, 50 anni, appena nominato general manager della filiale italiana di «Dz Bank» (la quarta banca tedesca e parte del gruppo omonimo che è al vertice del settore in Germania), non si fa prendere dal sentimentalismo nel «fotografare» la situazione. Per lui, che vanta un’esperienza più che ventennale in prestigiose banche d’investimento a livello internazionale, è fondamentale adesso concentrarsi sullo sviluppo in Italia di una «creatura» leader nell’offerta di servizi finanziari integrati, con particolare attenzione ai settori «bancassurance, corporate e investment banking e transaction». Del resto, i prodotti di Dz Bank, in un mercato come quello italiano giudicato strategico per il gruppo, si rivolgono principalmente a banche, compagnie d’assicurazione, top manager e clienti selezionati. In questo ambito, la recente apertura della filiale a Milano, insieme all’acquisizione del 25 per cento di Cassa Centrale Banca-Credito cooperativo del Nordest, «rappresenta - sottolinea ancora Ravano - una ulteriore conferma del forte legame tra Dz Bank e il settore del credito cooperativo del Paese». Attenzione rivolta a tutto campo, quindi, promette il general manager: «È chiaro che Milano resta la piazza più propositiva per il nostro business, ma non perderemo certo di vista l’intero mercato nazionale. E, visto che il mondo dello shipping, con tutto l’indotto, costituisce pur sempre uno dei settori di interesse specifico, è chiaro che potremmo dedicarci con favore a Genova e al suo porto. Tutto questo, naturalmente - conclude Ravano, laurea in Economia alla Columbia University, master a New York, e parente prossimo dell’indimenticato presidente della Sampdoria anni Cinquanta - se Genova e il suo porto torneranno a navigare. Noi, intanto, stiamo all’erta, pronti a intervenire».