E 150 inglesi combattono per al Qaida

Londra. Da un minimo di 120 ad un massimo di 150 estremisti islamici britannici hanno lasciato la Gran Bretagna per andare in Irak, dove hanno ingrossato le fila della «legione straniera» della rete terroristica di Al Qaida che combattere le forze della coalizione. Secondo fonti delle forze di sicurezza, i leader degli insorti hanno allestito una vera e propria «legione straniera» di guerriglieri, interamente composta da occidentali che desiderano combattere le truppe straniere a fianco dei ribelli. Alcuni sono stati addestrati a compiere attacchi suicidi, altri hanno ricevuto un addestramento per sferrare attacchi e combattere i soldati occidentali.
La cosiddetta «Brigata britannica» sarebbe stata posta sotto il diretto comando del giordano Abu Musab Al Zarqawi, leader del braccio iracheno di Al Qaida. L'unità sarebbe stata dispiegata nel «triangolo sunnita», la zona compresa tra Falluja, Ramadi e Baquba, nella parte nordoccidentale del Paese. L'afflusso in Irak di giovani musulmani provenienti dai Paesi dell'Europa occidentali è, secondo fonti della sicurezza, aumentato negli ultimi due anni. Alimentato in gran parte dal crescente risentimento nei confronti delle politiche adottate dalle autorità statunitensi e britanniche, nonchè da scandali di grande portata come quello delle torture nella prigione irachena di Abu Ghraib. Un alto funzionario della sicurezza britannica ha confermato che da tra 120 e 150 cittadini inglesi sono andati in Irak.
La più recente dimostrazione di tale tendenza è giunta 10 giorni fa, quando gli agenti dell’antiterrorismo hanno arrestato 8 uomini a conclusione di una serie di raid a Manchester, Londra e nel Mereyside. La polizia ha fatto sapere che i fermati sono sospettati di incoraggiare e sostenere finanziariamente operazioni di Al Qaida all'estero.