E 36 campioni dello sport diventarono Cavalieri

Tra i premiati anche Totti e Nesta

Cavalier Francesco Totti, Cavalier Massimo Oddo, Cavalieri Peruzzi, De Rossi e Perrotta. No, Ginevra e Lancillotto non c’entrano con questa storia e non stiamo attorno alla Tavola Rotonda di Re Artù, ma davanti al cerimoniale che oggi pomeriggio (diretta tv a partire dalle 16,55, Rai2), vedrà insigniti di una delle massime onorificenze dello Stato gli sportivi che hanno dato lustro al Belpaese nel biennio 2005/2006.
Lo ha deciso il presidente Giorgio Napolitano, che oggi riceverà in udienza gli atleti delle discipline olimpiche che hanno conquistato la medaglia d’oro a un campionato del mondo assoluto negli ultimi 24 mesi. Fra questi, appunto, i già citati calciatori di Roma e Lazio ed altri 31 sportivi, che si ritroveranno nel salone dei Corazzieri per la pomposa udienza: i 23 della spedizione che ha conquistato l’alloro in Germania (inclusi i romani Marco Amelia, portiere del Livorno e Alessandro Nesta, difensore del Milan), oltre a Filippo Magnini (nuoto, 2005), Vera Carrara (ciclismo, 2005 e 2006), la romana Claudia Corsini (pentathlon, 2005), Valentina Vezzali e Salvatore Sanzo (scherma, 2005), Pietro Piller Cottrer e Armin Zoeggeler (sport invernali, 2005), Massimo Fabbrizi (tiro a volo, 2005), Stefano Cipressi (canoa, 2006), Paolo Bettini (ciclismo, 2006), Vanessa Ferrari (ginnastica, 2006), Margherita Granbassi (scherma, 2006), Alessandra Sensini (vela, 2006). Cinque assenti, tutte donne, ma ampiamente giustificate: le tenniste Flavia Pennetta, Mara Santangelo (di Latina), Francesca Schiavone e Roberta Vinci, che hanno conquistato la Confederation Cup regalando per la prima volta all’Italia la «Davis rosa» (sono impegnate all’estero in competizioni internazionali) e Deborah Gelisio (tiro a volo), costretta a rinunciare per un lutto di famiglia. Va aggiunto che in due, Totti e Nesta, bissano la decorazione del 2000, quando tornarono nella città eterna col titolo virtuale di vice campioni d’Europa. Per questo i due prodigi della Lodigiani (cominciarono la carriera con quella che oggi viene chiamata Cisco Roma) riceveranno un «surplus», e potranno essere chiamati Cavalieri Ufficiali. Niente male per chi, comunque, ha conquistato sul campo meno allori di quanti ne avrebbe meritati. Così il capitano romanista potrà consolarsi del mancato inserimento nella lista dei 50 pretendenti al Pallone d’Oro 2006. Un po’ come accadde a Bruno Conti, che nel 1982 venne definito il miglior giocatore del Mondiale spagnolo dagli addetti ai lavori ma che si dovette accontentare «solo» della nomina di Cavaliere della Repubblica. Quasi come se quelli di France Football avessero deciso di premiare tutti, tranne quelli nati all’ombra del Cupolone. Sì, lo sappiamo, non c’è da paragonare un premio sportivo a una decorazione dello Stato, ma è giusto ricordare l’ostracismo rivolto dagli altri ai nostri campioni. Che rispondano al nome di Francesco Totti o meno.
Per la cronaca la delegazione azzurra sarà guidata dal presidente del Coni, Giovanni Petrucci, e dal segretario generale, Raffaele Pagnozzi, mentre al ricevimento parteciperanno i membri italiani del Cio Franco Carraro e Manuela Di Centa, i vice presidenti del Coni Riccardo Agabio e Luca Pancalli, i membri della giunta nazionale del Coni, i presidenti delle federazioni degli atleti premiati e i rispettivi tecnici dei campioni del mondo.