«E adesso abolirò l’ostruzionismo»

«Tutto ciò dimostra che ho ragione io, le regole dell’assemblea vanno cambiate».
È la democrazia, presidente Ronzitti.
«Niente affatto. La minoranza non può bloccare i lavori del consiglio regionale».
Morelli veramente è in maggioranza e la accusa di averle impedito di continuare l’ostruzionismo.
«Morelli forse si aspettava che avrei sospeso la seduta. Ma la pratica ostruzionistica è una prova di forza e allora va portata avanti fino in fondo, certo non potevo sospendere per darle fiato e per consentirle di bloccare anche le prossime sedute. Il consiglio regionale non si può piegare».
È stato come al solito inflessibile.
«Il mio compito è tutelare il singolo consigliere ma anche tutta l’assemblea. Il nostro compito non è inchiodare i lavori, ma costruire risposte alle domande e alle esigenze dei cittadini».
Alla fine è stato lei a suggerire alla maggioranza come uscire dall’impasse.
«Io non ho suggerito niente, ho solo usato gli strumenti che il regolamento mette a disposizione: un ordine del giorno onnicomprensivo e un maxiemendamento contro le centinaia di ordini del giorno e di emendamenti che i Verdi avevano presentato. Avremmo impiegato sette giorni ad approvare la legge, ci abbiamo messo invece cinque minuti».
Ha fatto il suo dovere presidente.
«E continuerò a farlo».
Nessuno ha dubbi sulla sua rigorosità.
«Adesso dobbiamo cambiare modello. L’assemblea è anche una tribuna per i consiglieri ma non può ridursi a quello. Qui ci si devono assumere responsabilità e prendere decisioni».
Ecco. Quindi?
«Quindi dobbiamo impostare l’assemblea come la Camera»
E lei a Roma ha pure mandato i funzionari a vedere come funziona.
«Esatto. Dobbiamo snellire le procedure, accelerare i provvedimenti e contingentare i tempi».
Contingentare.
«In Parlamento ogni gruppo ha un limite di tempo per parlare, poi si vota. L’ostruzionismo è impossibile».