E ADESSO CHE COSA SI FA?

La Casa delle libertà ha incassato il successo del Senato, con il voto di sfiducia che ha provocato le dimissioni del presidente del Consiglio Romano Prodi. Ora la coalizione di centrodestra si trova davanti a un bivio: puntare alle elezioni o partecipare a una qualche soluzione tecnica o istituzionale? Da sinistra arriva la richiesta di un governo «per le riforme», incaricato di mettere mano alla legge elettorale. Per molti è solo un espediente per ritardare l’appuntamento con il giudizio degli elettori. Il leader della Cdl Silvio Berlusconi chiede con forza di andare subito al voto, per non perdere altro tempo e affrontare le drammatiche emergenze del Paese. Anche Alleanza nazionale invita il presidente della Repubblica a sciogliere al più presto le Camere. Fini ha già anticipato che il suo candidato per Palazzo Chigi è lo stesso Berlusconi. L’unica forza moderata che si mostra interessata a un governo di «responsabilità nazionale» è l’Udc. Abbiamo chiesto a quattro autorevoli opinionisti di analizzare questo scenario, e di ragionare sulle scelte che il centrodestra ha a disposizione per affrontarlo.