E adesso per il Comune siamo noi che turbiamo i rom

Non ci si crede. Neanche rileggendo. Gianni Bernabò Brea, consigliere comunale «di lungo corso», deve averne esaminate nel corso degli anni di risposte di assessori alle sue punzecchianti interpellanze. Ma quando ha avuto sotto gli occhiali quella vergata dall’assessore alle Politiche Socio sanitarie Roberta Papi ha capito di essere davanti a qualcosa di gran lunga «speciale». L’argomento: il corso di teatro donato ai ragazzi rom da parte del munifico Municipio IV della Valbisagno. Un progetto per l’integrazione che grazie al lavoro di una cooperativa sociale e a 1.800 euro di soldi dei contribuenti dovrebbe favorire l’inserimento dei giovani zingari non si capisce bene dove.
Il caso sollevato dal consigliere di Alleanza nazionale Domenico Morabito in Valbisagno, è approdato a Tursi grazie a Gianni Bernabò Brea e qui la sorpresa. Secondo l’assessore Papi «la popolazione zingara vede nel nostro panorama cittadino nei rom l’etnia più svantaggiata e per certi versi discriminata nella legittima aspettativa di convivenza serena, nella legalità e nel rispetto delle differenze e di godimento dei diritti garantiti nel nostro Paese». Avete capito bene? Non è semplice, dato l’evidente contorcimento sintattico dell’italiano, ma sembra che l’assessore non abbia dubbi che siano gli zingari a volere una convivenza serena nella legalità e che siano i genovesi a non consentiglielo. Scrive inoltre l’assessore Papi che «risulta evidente che i grandi problemi dovuti alla cosiddetta “illegalità” sono dovuti alla mancata integrazione, non tanto di carattere culturale inteso come semplice incontro tra culture diverse, quanto di accesso ai pubblici servizi quali scuola, servizi sociali, sanità eccetera, che il territorio offre».
«Mi sembra impossibile che un assessore possa rispondere in questo modo - dice Gianni Bernabò Brea, che non intende fermarsi nella richiesta di chiarimenti sulla vicenda - Esprimo la mia forte perplessità circa il considerare che i gravi problemi legati all’illegalità dei nomadi sia riconducibile semplicemente alla mancata integrazione degli stessi ai pubblici servizi che il territorio offre: sappiamo perfettamente che la popolazione zingara da sempre ha creato problematiche forti con la cittadinanza, ora magari in maniera ancor più accentuata per una crescente violenza».
Bernabò Brea la pensa come il collega di Municipio Morabito: «non sarà certamente un corso di teatro a rendere la situazione meno grave e soprattutto non credo che possa dare un contributo efficiente per una maggior tranquillità ai cittadini genovesi pesantemente colpiti sul fronte sicurezza».