E adesso l’estate italiana s’inventa il bagno a ore

In Sardegna nuove norme contro l’invasione dei turisti: spiaggette a tempo determinato, ticket per visitarle e sentieri a pagamento

da Cagliari

Quest’anno non dimenticatevi l’orologio se volete tuffarvi nelle acque cristalline del golfo di Orosei, costa orientale della Sardegna. Perché dovrete starci non più di due ore: dopodiché, i guardiani ecologici del Comune di Baunei vi chiederanno gentilmente di scegliere altri lidi. Con l'estate 2008 si inaugura la «spiaggia a tempo» per evitare calca, inquinamento e che qualcuno, non si sa mai, vi rubi l'ombra sotto l'ombrellone che avevate faticosamente posizionato. Il motivo? Troppi turisti, vandali e sporcaccioni hanno convinto l'amministrazione a provvedere per garantire che quel territorio continui a essere tra i più incontaminati del Mediterraneo. In altri litorali dell'Isola (ma anche a Baunei), poi, preparate il portafoglio: da nord a sud, da est a ovest si paga per l'accesso (per esempio in due calette della Costa Smeralda) o per il parcheggio (Alghero, Chia, Sinis), mentre due Comuni (Sorso e Villasimius, unici nell'Isola) non rinunceranno alla tassa di soggiorno, voluta dalla giunta regionale guidata da Renato Soru ma bocciata nel febbraio scorso dalla Corte Costituzionale. Gli amministratori di Baunei non vogliono però sentir parlare di «tassa» semmai di «contributo ecologico».
Ci sono poi le spiagge a tempo: le incantevoli cala Goloritzè (che vanta sorgenti sottomarine di acqua dolce), cala Mariolu e cala Biriola potranno essere godute per massimo due ore, per garantire la rotazione dei vacanzieri ed evitare il sovraffollamento. «Nessuna tassa di soggiorno o di passaggio - spiega il sindaco Salvatore Lai - con il contributo di un euro a testa non intendiamo far cassa ma garantire, oltre alla manutenzione del patrimonio comunale anche l'offerta di servizi di vigilanza e di raccolta e smaltimento dei rifiuti in tutto il territorio. Eccessivo il carico umano che abbiamo calcolato, tra le 250 e le 260mila persone a stagione. L'esigenza di tutelare questo bene ambientale ci ha convinti a emanare un'ordinanza che regolamenta l'accesso al territorio comunale, costa o entroterra che sia».
I primi a farla rispettare saranno i titolari delle imbarcazioni che ogni giorno traghettano dai porti di Arbatax, Santa Maria Navarrese, Cala Gonone e Orosei le «orde» dei vacanzieri che sognano di tuffarsi in quel mare dall'incomparabile azzurro. Ma pagherà un euro anche chi raggiunge le calette via terra, dai sentieri escursionistici. Ma la mappa delle spiagge a pagamento non finisce certo con quelle del golfo di Orosei. Poco più a nord, la spiaggia di Bidderosa è a numero chiuso: solo 120 persone al giorno possono accedervi perché l'oasi negli anni scorsi ha corso il rischio di essere distrutta per sempre. Budelli e la sua sabbia rosa, diventata celebre in Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, hanno in questo senso fatto da apripista perché qui la balneazione è vietata dal lontano 1998 (ci abita solo il custode), quando si scoprì che quei caratteristici granelli venivano rubati a chili per abbellire acquari, ville faraoniche e giardini pensili. Anche nell'Oristanese, penisola del Sinis, non si può portare via la sabbia di Is Arutas (in questo caso bianchissima e di quarzo) né si può fumare (!). In Costa Smeralda, poi, esistono le tariffe orarie: a Cala Brandinchi e Liscia Ruja si pagano 1,5 euro a testa all'ora. All'Asinara, ex carcere di massima sicurezza e ora parco nazionale, si arriva solo in quantità contingentate, mentre nella vicina Stintino una giornata può costare, causa ticket-parcheggio, fino a 20 euro. Dall'altra parte dell'Isola, a Chia, sulla costa sud-occidentale, la musica non cambia: tassa-parcheggio da 3 a 10 euro al dì. Perché la filosofia da imparare per chi quest'estate sogna la Sardegna è una sola: il paradiso non solo può attendere, ma costa caro e va preso a piccole dosi.