«E adesso il mondiale è riaperto davvero»

nostro inviato

a Indianapolis

L’uomo che dovrebbe ritirarsi, andare in pensione, appendere il casco e l’ingordigia al chiodo, quest’uomo di nome Schumi sale sul podio come un piccolo dio americano e ne ridiscende più giovane di una decina d’anni. Sono cavoli per tutti. Il mento mascelluto è quello delle grandi occasioni, la forza è quella antica del ragazzino, infatti solleva, casco compreso, il piccolo Massa e lo sballotta per bene: «Non ho mai avuto un rapporto così bello con il mio compagno di squadra - confida il kaiser - lavoriamo bene assieme, c’è feeling fra noi... però non tiratemi in ballo Barrichello, francamente non avrei mai potuto sollevare di peso Rubens».
Gioia grande anche per Felipe Massa. Dice: «La mia partenza è stata perfetta, sono riuscito a passare Michael, poi al pit stop ho avuto problemi di frizione e ho slittato troppo, ho perso attimi importanti e lui, intanto in pista, era andato velocissimo... per questo, quando sono rientrato mi era davanti». C’è chi gli crede, c’è chi no, ma in fondo chissenefrega, era ovvio che, se vittoria doveva essere, sarebbe arrivata dal capo squadra in lotta per il titolo: «Dedico questo mio secondo posto al Brasile, in qualche modo ho cercato di regalargli un po’ di gioia dopo l’eliminazione dal mondiale» aggiunge Felipe. Ma poi la parola passa all’enorme tedesco.
Michael, dominio inaspettato?
«Da come si era messo il week end, direi proprio di no. Anche a Montreal pensavamo di far bene, ma non abbiamo reso come sperato».
Ma il pacchetto auto, aerodinamica, gomme era lo stesso?
«Sì».
E si spiega questo cambiamento?
«No... però penso che la variabile gomme incida molto».
Fra due settimane a Magny Cours sarà lo stesso?
«Lo spero... questo è l’interrogativo. Se saremo forti come qui, credo proprio che potremo riaprire il mondiale. Ora ho 19 punti di svantaggio, ma le gare che mancano sono molte e il fatto che Alonso sia arrivato quinto è molto importante».
Massa le ha dato filo da torcere al via.
«Sì, Felipe e io ci siamo spinti a lungo, andava davvero veloce, è stato importante stargli attaccato».
E l’attacco di Alonso alla prima curva?
«Sono stato fortunato. Era basilare respingere Fernando in quel punto, dovevo assolutamente evitare il sorpasso; però ero pronto. Sapevo che una Renault ci avrebbe provato al via».
Sembra molto più che felice.
«E ne ho motivo: siamo stati i più veloci per tutto il week end, ho fatto la pole, ho vinto, ho guadagnato punti importanti».
E i tifosi americani traditi lo scorso anno, la famigerata gara con sei vetture al via...
«Li ringrazio tutti, è bello sentire l’appoggio del pubblico, mi hanno dato motivazioni extra, con loro e gli Usa ho davvero un feeling speciale... Però, fateci caso: nel 2005 abbiamo corso in sei e tutti siamo giunti al traguardo. Stavolta eravamo in 22, ma abbiamo concluso in nove. Tre in più». E giù una bella risata mascelluta. Schumi è tornato. Macché, Schumi non se n’è mai andato.