E adesso non fermiamoci più

L'incubo è finito. La Roma vince il derby e si regala una meritata boccata d'ossigeno. Evviva il match della resurrezione... La Lazio inizia agguerrita. Ma i giallorossi di più. Ne esce una sfida avvincente, risolta dal colpo di testa della Bestia. Che già aveva segnato alla Lazio, ma con la maglia del Real Madrid, in Champions League. Il tifo è quello delle grandi occasioni. L'Olimpico è strapieno. Come ai vecchi tempi. La partita è combattuta. Ma la Roma ha più fame di punti dei cugini biancoazzurri. Per tornare ai suoi livelli. Il ricordo di Gabriele Sandri accompagna il pre-partita. Viene ricordato anche Nicolò, il bimbo scomparso prima di Roma-Chelsea. Totti in campo guida i suoi. Il primo tempo è bruttino, però. Anzi, senza però. Le due squadre hanno paura. Si temono. E si vede. Vucinic e Pandev spaventano i portieri avversari. Qualche scontro in tribuna Tevere durante l'intervallo guasta la serata. L'inizio della ripresa è bruciante. Cross di Totti. Baptista colpisce di testa. E infila Carrizo. Che gol. La corsa verso la curva Sud ci emoziona. È festa. La Roma giallorossa ritrova la felicità. Dopo tanto tempo. Troppo, forse. Ora l’imperativo è uno solo: non fermarsi qui. Perché 11 punti in 11 giornate sono ancora troppo pochi, per chi in estate aveva sogni scudettati. In curva Nord rimane una «B» composta da palloncini giallorossi. Malinconicamente. Ed è giusto che rimanga lì. Sola. Dimenticata.