E adesso sono in cinque a tremare: rischiano l’arresto

Londra - Almeno cinque arresti imminenti tra giornalisti e dirigenti. Erano queste le cifre che trapelavano ieri da fonti di stampa relative allo scandalo che ha portato alla chiusura del tabloid britannico News of the World. Lo aveva rivelato prima di tutti il quotidiano The Times - giornale anch'esso di proprietà di Murdoch - senza tuttavia fare i nomi di tutti quelli che rischiano di finire in galera da un momento all'altro. Alcuni però sembrano facili da individuare anche perché nella patrie galere ci sono già finiti proprio all'inizio di questa storia. Siamo nell'agosto del 2006 quando la polizia arresta per la prima volta Clive Goodman, corrispondente della famiglia reale per il giornale e l'investigatore privato Glenn Mulcaire da lui assoldato per mettere sotto controllo alcuni membri dello staff reale. Nel gennaio 2007 i due ammettono di aver effettuato le intercettazioni e trascorrono qualche mese dietro le sbarre. Goodman fu licenziato da News of the World e attualmente lavora per il Daily Star Sunday. Non è ancora chiaro se verrà nuovamente tirato in ballo, mentre si continua a parlare di Glenn Mulcaire, lo spregiudicato investigatore privato che sarenne stato pagato proprio da Goodman per spiare la famiglia reale e molti altri. Mulcaire avrebbe perfino interferito nelle indagini della polizia relative a due casi famosi tra cui l'omicidio di Milly Dowler.
Mulcaire in una nota stampa ha chiesto scusa per il male causato ammettendo di essere tenuto «costantemente sotto pressione» dai dirigenti del tabloid. «Lavorare per il News of the World non è mai stato facile - ha spiegato - mi domandavano continuamente dei risultati e mi rendo conto che ci siamo spinti ai limiti consentiti dall'etica professionale». Sospettata di aver agito illegalmente risulterebbe anche Rebekah Brooks, amministratore delegato di News International, ex direttore di News of the World all'epoca a cui risalgono i fattacci. Per Murdoch, la rossa Rebekah è quasi una figlia. Ieri ha offerto le sue dimissioni che però sono state respinte con forza dai vertici della proprietà.
Ha sempre negato ogni coinvolgimento come del resto ha sempre fatto anche Andy Coulson, ex numero 2 del tabloid, sospettato di aver ordinato in prima persona la corruzione di alcuni poliziotti per ottenere clamorosi scoop. Coulson è stato fino a pochi mesi fa direttore della comunicazione del premier conservatore Cameron, ma ha lasciato l'incarico perché incompatibile con lo scandalo che l'aveva travolto. A provocare le dimissioni di Coulson fu l'ex vice premier laburista John Prescott, dopo aver saputo dal quotidiano Guardian di essere stato intercettato dal giornale. Prescott telefonò personalmente a Cameron chiedendo la testa di Coulson che poi ottenne. Nei prossimi giorni tutti questi personaggi rischiano di finire nella polvere (il Guardian scrive che Coulson sarà arrestato oggi) ma potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. Ieri, il settimanale The Economist affermava che lo scandalo potrebbe spingersi ben al di là della redazione di News of the World. «Loro potrebbero essere stati solamente i fuorilegge più entusiasti e senza scrupoli» ha scritto il giornale, denunciando la totale omertà dei tabloid sulla vicenda e le «pietose» indagini iniziali di Scotland Yard perché i poliziotti sono "pappa e ciccia" con la stampa scandalistica. EOrs