E adesso Veltroni rischia la poltrona

Lettera aperta al segretario del Partito democratico in grande difficoltà dopo la figuraccia sul caso
Rai. E nel partito è cominciata la resa dei conti. Per colpirlo. <a href="/a.pic1?ID=306369" target="_blank"><strong>Le manovre dei dalemiani per lanciare Latorre
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Ma porca miseria, Walter! Ma ci risiamo? Ma è mai possibile che seguiti a fare errori e mandi a ramengo qualsiasi politica che - ipoteticamente - potrebbe essere di sinistra? Non per buttarla a ridere, ma quel «Yes we can» di Obama non soltanto ti ha dato alla testa, ma porta sfiga perché ottiene l’effetto contrario perché la verità è che no, Waltie, you can not.
You can’t, Waltie, and this is a fucking problem. And I really don’t know what else I can do for you (fuck!) Waltie. Di che sto parlando? Ma lo sai benissimo di che sto parlando: di questo pasticciaccio brutto del professor Villari che s’ha da dimettere dalla Vigilanza Rai, tipo «questo matrimonio non s’ha da fare», hai presente Renzo and Lucy, Waltie? Ora dimmi: come hai fatto a ficcare la testa in questo cappio? Te lo dico io come, Waltie: tu hai voluto prima incassare Di Pietro suicidando il tuo partito, poi hai cercato di scassare Di Pietro e poi incassare di nuovo Di Pietro e così via sempre in controtempo: come quando uno gioca a scopone e spariglia quando non deve e il compagno gli dà un calcio sotto al tavolo, Waltie, e cerca di capirmi.
Ti sei termopilizzato (ricordi le Termopili, Waltie? Avrai il dvd a casa, spero) su Leoluca Orlando perché era dipietrista. E hai sbagliato tempo perché a Di Pietro non gliene fregava niente. Poi hai mollato Di Pietro accendendo le speranze nel tuo orto ma le hai subito spente con l’idrante riacciuffando Di Pietro. Un casino, scusa la franchezza. Poi ti hanno tirato le castagne fuori dal buco, o da dove diavolo si tirano fuori le castagne nei proverbi, e dopo occupazioni simboliche, magnate di patatine fritte nell’aula della Vigilanza Rai occupata alla maniera degli studenti, ti sei ritrovato il professor Villari eletto, roba che dovevi soltanto ringraziare Iddio, far buon viso a buon gioco e invitarci tutti a una festa a casa tua. Invece? Hai seguitato a sparigliare quando dovevi andare liscio e viceversa. Adesso guarda D’Alema. Lo vedi come ti guarda? Credo che tu sia l’unica persona che Massimo veramente odia. Con gli altri con cui ha da ridire magari tiene il broncio per venticinque anni, ma quello è carattere. A te proprio ti ha qui.
E allora vedi bene che si stanno formando delle fibrillazioni, delle reti, dei complottini, Enrico Letta già dice che bisogna ricominciare tutto da capo (che tradotto nella lingua di Obama vuol dire: «You are fucking done, Waltie») e tu intanto ti ritrovi a fare sempre più spesso il sogno di Pinocchio quando vede arrivare i coniglioni neri che portano la bara perché lui non voleva prendere la medicina.
Quale medicina dovresti prendere? A questo punto non lo so più. Avresti dovuto inventarti un accidente di qualcosa che avesse potuto fare sognare un po’, invece di dire che stai per trasferirti a Pennsylvania Avenue, la via della Casa Bianca. Tu non vai alla Casa Bianca, Waltie, perché ci andrà Obama mentre tu stai a Roma e stai colando purtroppo a picco. Tu sai che io ogni tanto ti faccio una inutile predica e sono sincero perché credo che una democrazia che abbia una gamba sola, faccia schifo. Prima non aveva la gamba destra e adesso, dopo una massiccia cura berlusconiana ce l’ha. Prima aveva come gamba sinistra soltanto il partitone comunistone che non c’è più e il risultato è che questo Paese non ha più la gamba di sinistra.
Vogliamo dire che la colpa è del cambiamento climatico o possiamo azzardare l’ipotesi che sia colpa tua, Waltie?
Io una volta scrissi un pezzo su Berlusconi che ebbe la sua porca notorietà perché lo definii «un uomo solo al comando». Lui aveva il problema, e ce l’ha ancora, di non avere intorno a sé una classe dirigente, un gruppo di cervelli autonomi, questo almeno io pensavo e penso. Però dietro di sé aveva un intero popolo che è quello che l’ha votato: solo sì, ma al comando.
Tu invece sei solo, ma senza nessuno dietro e credimi mi piange il cuore a dirtelo, ma qualcuno deve pur fare questo sporco lavoro di dirtelo, una volta o l’altra e siamo arrivati al capolinea: girati, voltati, scruta, e che vedi? Nothing. O come si dice a Roma gnente.
E quest’ultimo assottigliamento della fetta della tua torta è dovuto alla malagrazia, alla supponenza, ai cattivi consigli, alle impuntature infantili, al gioco sbagliato e cervellotico che hai fatto ovunque ma per ultima nella faccenda della Vigilanza Rai dove non si è sentito uno straccio di leadership, non un raggio di luna che infrangesse il cemento del prevedibile.
Ora guardami. Come facciamo ad andare avanti così, Waltie? Dimmelo tu. Di Pietro ti ha arato il campo, se lo è seminato, ha fatto il raccolto e adesso mangia bruschetta (con una quantità pazzesca d’aglio) a spese (politiche) tue mentre intanto tu che mangi? Solo quel po’ di pane e cicoria che ti passa di malagrazia Francesco Rutelli.
Questa è la rotta per la bancarotta, Waltie. E non so neanche darti un consiglio, perché mi sono stancato, è tempo perso perché tu prendi tutto sottogamba mentre i coniglioni di Pinocchio ti stanno già prendendo le misure. Riuscirai ad uscire fuori dal cappio in cui hai infilato la testa prima che la botola si apra? Non lo so. Ma D’Alema ti guarda con occhio da skipper su baffo tagliente. Brutto segno, Waltie, brutto segno.
Paolo Guzzanti