E Albano va in piazza contro il gassificatore

«Marrazzo, Ama, Acea e Pontina Ambiente vogliono bruciare il nostro futuro e la nostra salute». Il j’accuse arriva dal coordinamento rifiuti di Albano, sceso in piazza ieri contro il progetto del gassificatore. Dopo la guerra di manifesti pubblici, il popolo anti-inceneritore continua ad affilare le armi in attesa del 25 febbraio, quando la Regione renderà noti gli esiti della valutazione di impatto ambientale sul paventato gassificatore. L’impianto (pari a 40 megawatt) dovrebbe sorgere nella zona di Roncigliano, sede dell’attuale discarica di Albano. «Il progetto del gassificatore è stato presentato dalla Pontina Ambiente al Comune di Albano circa un anno fa - spiega Andrea Mollica, membro del coordinamento contro l’inceneritore - e l’amministrazione ha già varato una variante urbanistica trasformando i terreni destinati all’impianto da agricoli in industriali. L’intenzione sembra chiara, anche se il Sindaco continua ad assumere posizioni a dir poco ambigue. La verità è che si sta cercando di far avviare un iter procedurale entro marzo, per non far scadere i finanziamenti del Cip6». Il Sindaco di Albano Mattei respinge le accuse: «Se era nostra intenzione realizzare il gassificatore il Comune avrebbe già avviato l’istruttoria, invece non è così. Quei progetti sono fermi. Il nostro obiettivo è prima di tutto quello di evitare la realizzazione del settimo invaso alla discarica di Roncigliano, che dovrà chiudere. Se il gassificatore si farà sarà solo perché Marrazzo avrà firmato l’ordinanza». I Sindaci dei Castelli caldeggiano un gassificatore «autarchico», in grado cioè di bruciare l’immondizia dei 10 Comuni che attualmente conferiscono a Roncigliano. Nessun impianto a servizio della Capitale dunque. Questa la parola d’ordine. Ma il nodo è ancora tutto da sciogliere. E ieri protesta anche davanti alla Regione Lazio a Roma contro l’allargamento della discarica di Malagrotta. Il presidio è organizzato da associazioni ambientaliste e comitati di quartiere.