E Alemanno attacca le Fs: "Chi sbaglia paga"

Il sindaco dopo il rogo alla stazione Tiburtina attacca le Ferrovie dello Stato: "Chi ha sbagliato deve pagare"

Sarà una pura coincidenza ma sono in tanti a vedere invece una correlazione tra il rogo della stazione Tiburtina e il sequestro di tre quintali di rame effettuato dagli agenti della Municipale all’interno del campo nomadi di via di Salone a Roma. Anche i responsabili della Polizia ferroviaria non escludono il collegamento anche se al momento è difficile - in mancanza di riscontri più concreti - ogni facile deduzione. Forse l’incendio è nato proprio da un guasto che si è verificato mentre qualcuno tentata ti togliere il rame dal condotto che porta alla cabina elettrica della stazione.

Al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista, compresa quella dell’incendio colposo. Intanto il sindaco Gianni Alemanno se la prende con le Ferrovie dello Stato. «Il grave incendio alla stazione Tiburtina pone grossi problemi a tutta la nostra città - ha sottolineato il primo cittadino romano -. Certamente dobbiamo essere contenti che non ci sono state vittime. Però l’idea che per un mese i cittadini di Roma avranno difficoltà a muoversi dalla città in tutta Italia è per noi inaccettabile». «Mi chiedo come sia possibile che nel cantiere più importante d’Italia - ha aggiunto Alemanno -, nel cantiere vitale per tutta la mobilità del nostro Paese, non ci siano stati o adeguati controlli o adeguate prevenzioni rispetto agli incidenti. Non possono essere i cittadini di Roma a pagare questa situazione e non ci possono non essere responsabili. Chi sbaglia paga». Sul rogo alla Tiburtina è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che ha annunciato l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

E intanto spuntano delle foto, scattate da un associato del Codici (centro per i diritti del cittadino) il 18 luglio, che ritraggono proprio il cantiere della nuova stazione Tiburtina. Secondo i responsabili dell’associazione che difende i diritti dei consumatori, queste immagini dimostrerebbero la facilità di accesso nell’area interessata ai lavori.

«Non dobbiamo aspettare che accadano disastri come quello di domenica per riflettere sulla sicurezza dei nostri cantieri - incalza Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici - e quanto segnalato dal nostro associato la dice lunga sul grado di sicurezza e sul livello dei controlli a Tiburtina, praticamente quasi del tutto assenti. Secondo la testimonianza, infatti, nessuno ha bloccato l’autore delle foto all’interno del cantiere dove ha potuto passare tranquillamente e indisturbato». Senza entrare nel merito della questione posta dal sindaco e dal Codici, le Ferrovie dello Stato hanno però confermato ieri sera che non ci saranno ritardi sulla consegna della nuova stazione Tiburtina, prevista per ottobre.