E Alemanno propone un'Authority per vigilare sulle donazioni ai politici

da Milano

Un’Authority per vigilare sui soldi ai partiti. L’idea sarà il cuore di una proposta di legge che l’ex ministro e deputato di An Gianni Alemanno presenterà a settembre alla Camera. Secondo Alemanno, intervistato ieri dal Sole24Ore, «la classe politica non si può sottrarre dal dare il buon esempio e dalla trasparenza». Con il riconoscimento giuridico delle forze politiche, chiarisce il deputato di Alleanza Nazionale, «ci sarà un’Authority che vigilerà sul loro funzionamento. Chi non rispetterà le regole potrà anche essere escluso dal finanziamento pubblico». Il compito dell’organismo di controllo sarà quello di monitorare la trasparenza e i costi della politica, «passando per la vigilanza sull’eleggibilità, l’incompatibilità e i conflitti di interesse». Un lavoro bipartisan a cui An sta lavorando insieme all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro con l’obiettivo «di creare un intergruppo e ottenere una corsia preferenziale e giungere al via libera in tempi brevi».
Con la legge verrebbero messi dei paletti anche per «tenere ferma la democrazia interna dei partiti» con il diritto all’iscrizione, la tutela delle minoranze, «la possibilità per gli aderenti di decidere le candidature e accedere alle elezioni degli organismi dirigenti». Inoltre «i bilanci dovranno essere pubblici e trasparenti e le risorse ripartite alle strutture di base».
«Puntiamo poi - conclude Alemanno - a regolarizzare le lobby tramite un registro pubblico per certificare i portatori di interessi, per rendere chiaro il rapporto tra politica ed economia. Circa le istituzioni infine la parola d’ordine deve essere sobrietà. Non è giusto porre tetti ai consiglieri degli enti locali perché sono uno strumento di democrazia. Piuttosto noi vorremmo introdurre un tetto del 10% per i componenti di tutti gli organi esecutivi (dal governo alle giunte comunali) in rapporto agli eletti nelle assemblee rappresentative».
Ma l’attività di controllo dell’Authority non sarebbe limitata solo alla politica in senso stretto. «Noi prevediamo anche per i sindacati - spiega Alemanno - gli stessi vincoli proposti per i partiti: riconoscimento giuridico, osservanza del principio di effettiva rappresentatività, trasparenza e pubblicazione dei bilanci». Senza il rispetto delle regole previste «non potranno accedere ai tavoli di contrattazione e concertazione».