E all’aeroporto a volare è la pizza

(...) è abbastanza frequentato (anche il volo Air One è desolatamente in ritardo ed un altro gruppo attende il volo per Parigi) e l'offerta è così carente?
Domando ai due gentili camerieri al bar: «come mai la parte pizzeria è chiusa?».
Mi rispondono, anche un po' sorpresi, riconoscendomi come una abituale frequentatrice dell'Aeroporto: «ma come, non sa che la pizzeria chiude alle 14,30»? D'accordo, è colpa mia, non sono bene informata, e di questo posso anche scusarmi, ma vi sembra questo il servizio che un Aeroporto «Internazionale», di una città in cui è in corso il Festival della Scienza, deve fornire ai suoi utenti?
Non penso proprio, comunque, un po' seccata, ceno con un bicchiere di latte e una brioche, in piedi, appoggiata ad un trespolo con vista sulla pizzeria chiusa, pensando al declino turistico ed economico della nostra città, alle lunghe file di Taxi che vedo davanti all'aeroporto ogni volta che arrivo, e rifletto su quanto, anche di recente, hanno ripetuto (per giustificarsi) alcuni nostri amministratori: «Genova non può certo competere con rivali tipo Firenze, Roma o Venezia».
Parte Seconda.
Roma, sabato 29 ottobre, come ogni mattina leggo i giornali, e scopro una pagina intera di un importante quotidiano nazionale dedicata al Boom delle città «low cost». L'occhiello dell'articolo è ancora più preciso: «Così gli aeroporti usati da piccole compagnie fanno bene a turismo e affari». Leggo con grande attenzione, si parla di Orio al Serio (l'aeroporto di Bergamo)come dell'«aeroporto dei miracoli»!
Si sarà forse gemellato con Lourdes? penso… e invece no, sentite: in questo aeroporto i passeggeri sono aumentati dal milione del 2002 ai 4 milioni e trecentomila dell'anno in corso, con un aumento del 300 per cento. L'occupazione è passata da 3.601 dipendenti diretti a 9.639; quelli totali, compreso l'indotto, erano 7.290 e ora sono 17.751. La produzione complessiva sfiora i 2,2 miliardi di euro, e quindi (tenendo conto anche dell'inflazione), la crescita reale dell'impatto economico è stata del 785 per cento! Ma c'e di più, Bergamo è solo un esempio, pare che anche Pisa, Treviso, Brindisi, e persino Reggio Calabria stiano seguendo lo stesso «tumultuoso» sviluppo… il segreto? Gli accordi dei responsabili di quegli scali con le compagnie cosiddette Low Cost (Genova ha solo pochi voli con Ryanair), che stanno dando un impulso straordinario all'economia locale, e sono quindi un vero e proprio strumento di «marketing» tanto da fare dichiarare ai responsabili dell'aeroporto di Orio al Serio (che non ha bisogno di riempirsi la bocca con il titolo di «Internazionale ») che: «mai Bergamo, terra tradizionalmente di piccola impresa, avrebbe potuto immaginare di inventarsi negli anni più duri una vocazione turistica»!
E non stiamo parlando né di Venezia, né di Firenze o di Roma… Riflettete, quindi, Amministratori Genovesi e Liguri, prima di nominare ai vertici di una Azienda di così vitale importanza per il nostro territorio, quale potrebbe essere il nostro aeroporto, chi già in passato non ha dato prova di grande lungimiranza… Perché non andate invece a fare «campagna acquisti» fra i responsabili degli scali che hanno prodotto risultati così sorprendenti?
A proposito, al bar dell'aeroporto di Orio al Serio offrono spuntini a base di… Taleggio: il formaggio locale!