E all’estero pochi sono peggio di noi

L’ultima indagine Expedia 2008, leader mondiale dei viaggi on line, non ci ha dato scampo: quando vanno all’estero gli italiani sono eleganti, confusionari, spendaccioni ma anche e soprattutto maleducati come pochi. Hanno fatto le pulci ai viaggiatori di tutto il mondo, attraverso quattromila albergatori di ogni nazionalità a cui è stato chiesto di valutare i turisti secondo parametri, quali popolarità, comportamento, cortesia, disponibilità a imparare la lingua del posto, curiosità di provare la cucina locale, generosità, pulizia, tranquillità, eleganza e propensione a lamentarsi. E il risultato è stato questo. I migliori sono giapponesi, tedeschi, inglesi e canadesi. Noi siamo solo quattordicesimi, ma primi per rumorosità e quinti per scortesia: gli italiani si adattano poco ai costumi locali, non imparano nemmeno la minima frase, - siamo al terzo posto tra coloro che conoscono meno le lingue straniere. Insomma cafoni ovunque a casa nostra come a casa altrui.
L’unica consolazione per noi italiani arriva dal 19° posto occupato dai cugini d’oltralpe. I francesi, infatti, non solo sono molto poco pazienti ed educati quando sono in viaggio, ma protestano spesso e vengono anche considerati dagli albergatori intervistati tirchi al momento delle mance.